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Termini Imerese: “A Maronna da Strata Virdura” – di Nando Cimino

La Cappellina si trova in via dei Bagni o meglio “a strata virdura” come popolarmente è chiamata da tutti i termitani

Chissà quante storie avrebbe da raccontare questa edicola votiva che vedete nella foto e che da quasi 120 anni ha visto scorrere la vita di una delle strade più conosciute e frequentate della nostra città. Siamo infatti in via dei Bagni o meglio “a strata virdura” come popolarmente è chiamata da tutti i termitani; e questa graziosa cappellina si trova li sin dal 3 ottobre del 1904 anno in cui venne inaugurata e consacrata.

E’ intitolata a Maria Santissima delle Grazie; uno degli appellativi con cui è venerata Maria Madre di Gesù. La sua costruzione, e ce lo spiega una sottostante lapide, fu dovuta alla iniziativa di un gruppo di fedeli che in questo modo intendevano mostrane la devozione; sono infatti altre in città le cappelle così denominate, e che in questo caso ci mostrano la Madonna mentre allatta il Bambinello. C’è da dire che in quegli anni di inizio secolo nella via dei Bagni, che per qualche tempo ebbe pure a chiamarsi via di Sant’Antoninello, c’erano ancora pochissime botteghe; e solo successivamente la via sarebbe diventata il mercato storico della città con il nome popolare di “strata virdura”.

Purtroppo la Sacra Immagine avrebbe bisogno di un bel restauro, e non tanto per il suo valore artistico, ma in quanto essa rappresenta il segno della antica fede che i termitani hanno sempre avuto nei confronti della Madonna. Ed ogni anno, proprio davanti a questa cappella, ha sempre sostato pure l’Immacolata del Duomo e le altre processioni che ne attraversano la via. Oggi a strata virdura ha perso il suo vecchio fascino; pochi vi transitano e la frequentano così com’era invece in passato quando, davanti a quella cappella, sicuramente molti si fermavano per un bacio od una preghiera; come questa semplice ed antica invocazione siciliana che così faceva: “Bedda Matri di la Razzia, st’arma mia nun si sazia si nunn’avi a tutti l’uri, o Maria lu vostru amuri”.

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