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Termini Imerese: Il segreto dell’Immacolata a mare – di Nando Cimino

Ma dove sta il segreto direte!?

Nel 1994 in occasione del centenario della fondazione della Confraternita della Immacolata del Duomo, avvenuta nel 1884, si volle lasciare un segno tangibile a ricordo di quella importante ricorrenza. Fu così che venne deciso di porre nel vecchio ingresso del porto proprio una immagine della Immacolata; realizzata sotto forma di bassorilievo addossato ad un grosso cubo di cemento.

Fu chiamato a crearla lo scultore Tommaso Geraci il quale, per contenere i costi, suggerì di trovare il modo per recuperare un adeguato quantitativo di rame per la fusione. Tanti contadini della città, di cui alcuni appartenenti alla stessa Confraternita, misero a disposizione pentoloni, rubinetteria, ed anche vecchie pompe di irrorazione da tempo non più utilizzate. L’obiettivo venne presto raggiunto e superato; e fu la fonderia Sarro di Palermo che si occupò di portare a compimento l’opera.

Ma dove sta il segreto direte!? Ebbene all’interno del blocco di cemento che sostiene la Sacra Immagine, ben rinchiusi in un barattolo di latta poi murato in un apposito e profondo foro appositamente creato, vennero posti un ramoscello di ulivo con un mazzetto di spighe ed un pezzo di rete da pesca. Con questi simboli si volle così suggellare sotto la benedizione della Immacolata, un patto di amicizia e di fratellanza fra contadini e pescatori; categorie che in tempi ormai passati, erano stati il motore trainante della economia di Termini Imerese, ed al tempo stesso porre fine alla antica rivalità campanilistica che c’era tra gli abitanti di Termini Alta e quella di Termini Bassa.

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