Termini Imerese: Il Beato Agostino è proclamato Patrono – di Nando Cimino
Tutto accadde il giorno 23 Maggio del 1723 attraverso pubblica acclamazione fatta nel nostro Municipio durante una adunanza del Consiglio Comunale
L’ultimo Giovedì di Agosto anticamente a Termini Imerese si festeggiava il Beato Agostino Novello; era stato infatti quello il gaudioso giorno del lontano 1620 quando era giunta in città la sua prima reliquia. Ma per molti anni il culto nei suoi confronti fu in qualche maniera un culto “abusivo”; la sua proclamazione a Patrono, che si andò ad aggiungere a quella già presente di San Calogero Eremita, avvenne infatti oltre cento anni dopo.
Di ciò ci da notizia Giuseppe Ciprì nel suo testo “Esame storico critico sulla patria del Beato Agostino Novello”, dicendoci che tutto accadde il giorno 23 Maggio del 1723 attraverso pubblica acclamazione fatta nel nostro Municipio durante una adunanza del Consiglio Comunale.
E su ciò è così riportato: “In seguito… si detenne Conseglio sotto li 23 Maggio 1723 sopra l’acclamazione del Beato Agostino Novello della Religione Agostiniana per cittadino di d.a Spl.ma e Fidele città di Termini. E votò in primo luogo lo Sp.le Capitano, a cui spetta dar la prima voce, e disse: Acclamo, et acclama, et have confermato, e conferma per concittadino e Patrono di questa città il Beato Agostino Novello della Religione Agostiniana per Terminese, e di questa città di Termini, come per vari scritti, e stampe, per li quali sempre è stato stimato per tale quale viene acclamato; come anche li sud.ti Sp.li Giurati, e Sindaco da parte di tutto il popolo terminese hanno acclamato e confermato per Concittadino di questa sud.ta Città il sud.to B. Agostino Novello”.
Ad ogni buon conto, ed al di la delle situazioni non sempre piacevoli, che a Termini nel corso dei secoli ne hanno accompagnato la figura e la ricorrenza eccovi, come è giusto sia, anche una bella preghiera che i fedeli termitani recitarono durante la Festa del Beato nel 1943:
“O glorioso Beato Agostino, immortal gloria della patria Termini-Imerese, onorificenza del popol nostro della Sicilia, e decoro del Chiostro e della Chiesa; a Te ricorriamo col più vivo ed umile sentimento del cuore. Noi ci affidiamo al Tuo valevolissimo patrocinio, confessandoti nostro benefico concittadino e protettore. Noi che abbiamo sperimentate le tue grazie, ti preghiamo di sempre esaudirci nelle spirituali e temporali indigenze: rendici esenti dalle infeste liti e discordie, e dalle insidie che ci tramano gli occulti e manifesti nostri nemici: recaci l’abbondanza dei viveri: accorri e ripara ai divini castighi dalle nostre colpe meritati: impetraci il perdono degli errori commessi, l’amor di Dio, e la perseveranza finale, per cui possiamo con la Tua assistenza vivere, e chiudere in pace quel momento da cui dipende la eternità. Cosi sia”.





