Il cerdese , Anthony Di Marco racconta New York
Dal videoblogging alla storia pubblica: lo storico cerdese Anthony Di Marco naviga New York tra memoria e giornalismo
Ci sono percorsi professionali che nascono d a una scelta precisa e altri che prendono forma gradualmente, seguendo una passione iniziale destinata a trasformarsi in qualcosa d i più grande. È il caso di Anthony Di Marco, il cui percorso è iniziato quasi per caso con uno smartphone e la curiosità di raccontare New York, per svilupparsi negli anni attraverso l a produzione audiovisiva, l aricerca storica, l a documentazione delle esperienze migratorie e, più recentemente, attraverso una nuova esperienza nel mondo della stampa con la sua associazione alla United States Press Agency.
Quello del blogger di origini cerdesi è un percorso che attraversa mondi apparentemente diversi — comunicazione digitale, storia, documentaristica e giornalismo — m a che trova il proprio filo conduttore nella stessa attività: raccontare le persone e le storie che s i trovano dietro i fatti.


Dalla passione per New York alla nascita di La Mia Vita a New York
Il primo capitolo d i questo percorso nasce con La Mia Vita a New York, un progetto inizialmente concepito come un’attività personale e un’esperienza di videoblogging.
Attraverso l o smartphone, il giovane ha iniziato a raccontare New York osservandola da una prospettiva diversa da quella della semplice destinazione turistica. Quartieri, tradizioni, cultura, vita quotidiana e soprattutto l e persone sono diventati progressivamente il centro della sua narrazione.
Per i l blogger, New York non è soltanto una città da fotografare, m a un luogo composto da milioni d i storie individuali.Nei suoi racconti, particolare attenzione è stata dedicata alla comunità italo-americana e alle vicende degli immigrati italiani che, nel corso delle generazioni, hanno contribuito a trasformare i l volto della città.
Questa sensibilità non nasce esclusivamente da un interesse.Ci sono percorsi professionali che nascono d a una scelta precisa e altri che prendono forma gradualmente, seguendo una passione iniziale destinata a trasformarsi in qualcosa d i più grande. È il caso di Anthony Di Marco, il cui percorso è iniziato quasi per caso con uno smartphone e l a curiosità di raccontare New York, per svilupparsi negli anni attraverso l a produzione audiovisiva, la ricerca storica, la documentazione delle esperienze migratorie e, più recentemente, attraverso una nuova esperienza nel mondo della stampa con la sua associazione alla United States Press Agency.
Quello del blogger di origini cerdesi è un percorso che attraversa mondi apparentemente diversi — comunicazione digitale, storia, documentaristica e giornalismo — m a che trova il proprio filo conduttore nella stessa attività: raccontare le persone e l e storie che s i trovano dietro i fatti.
Dalla passione per New York alla nascita di La Mia Vita a New York
Il primo capitolo d i questo percorso nasce con La Mia Vita a New York, un progetto inizialmente concepito come un’attività personale e un’esperienza di videoblogging. Attraverso l o smartphone, il giovane ha iniziato a raccontare New York osservandola da una prospettiva diversa da quella della semplice destinazione turistica. Quartieri, tradizioni, cultura, vita quotidiana e soprattutto le persone sono diventati progressivamente il centro della sua narrazione.
Per i l blogger, New York non è soltanto una città da fotografare, ma un luogo composto da milioni d i storie individuali. Nei suoi racconti, particolare attenzione è stata dedicata alla comunità italo-americana e alle vicende degli immigrati italiani che, nel corso delle generazioni, hanno contribuito a trasformare il volto della città.
Questa sensibilità non nasce esclusivamente da un interesse professionale ma è legata anche alla sua storia familiare, caratterizzata da radici italiane e da una tradizione migratoria proveniente dalla Sicilia, in particolare da Cerda.
La videocamera, inizialmente utilizzata come strumento creativo, è diventata quindi progressivamente uno strumento per osservare, documentare e comprendere una realtà sociale più ampia.Quella che era nata come una passione personale avrebbe finito per influenzare anche il suo percorso accademico e professionale.
Dalla comunicazione alla laurea in storia pubblica
L’interesse per le storie individuali e per la memoria delle comunità ha portato il cerdese ad approfondire lo studio della storia.
Nel maggio 2026 ha conseguito un Master Degree in Storia con specializzazione in Storia Pubblica presso i l CUNY College of Staten Island (CSI).
Il percorso universitario ha rappresentato un passaggio fondamentale nella sua evoluzione professionale. La storia pubblica, disciplina che porta la ricerca e l’interpretazione storica al di fuori dei tradizionali ambienti accademici per renderli accessibili al pubblico, s i è rivelata particolarmente coerente con l’esperienza maturata attraverso la produzione audiovisiva. La sua formazione accademica è stata inoltre accompagnata d a un importante riconoscimento: Anthony h a ricevuto lo Steven J. Stearns and Sandi Cooper Award for Academic Excellence, premio conferito per l’eccellenza accademica che ha dimostrato con una media voti tra l e più alte dell’intero campus.
La laurea magistrale non h a rappresentato, tuttavia, una rottura con il percorso precedente. Al contrario,ha fornito strumenti metodologici e accademici per dare maggiore profondità a una passione che era già presente: raccogliere testimonianze, comprendere le esperienze personali e trasformarle in una forma di memoria condivisa.
L’esperienza con la FIAO e Between Two Worlds
Il punto di incontro più significativo tra la sua esperienza nel mondo audiovisivo e la sua formazione come storico pubblico è arrivato durante i l periodo di tirocinio presso la Federazione delle Organizzazioni Italo-Americane di Brooklyn (FIAO).
Nel corso del tirocinio, il giovane cerdese ha sviluppato un progetto documentaristico dedicato alla storia dell’immigrazione italiana e alle esperienze delle generazioni di italiani che hanno costruito l a propria vita negli Stati Uniti.
Il progetto, realizzato in collaborazione con il College of Staten Island, ha portato alla produzione del documentario Between Two Worlds -Stories of Italian Migration.(Tra Due Mondi-Storie d i Migrazione Italiana)
Il titolo racchiude i l nucleo centrale dell’iniziativa: raccontare l a condizione d ichi si trova tra due mondi, quello delle proprie origini e quello della società nella
quale ha scelto – o è stato costretto – a costruire i l proprio futuro.
Per realizzare i l documentario, Anthony ha intervistato italiani e membri dellacomunità italo-americana, ricostruendocon loro l a storia delle rispettive famiglie eripercorrendo l e vicende che hanno accompagnato i l passaggio dall’Italia agli Stati Uniti.
Le interviste non si sono limitate alla ricostruzione dei percorsi migratori.
Al centro delle conversazioni sono state anche le esperienze d i integrazione, il mantenimento delle tradizioni, il rapporto tra identità italiana e appartenenza americana, l e difficoltà incontrate lungo il percorso e, soprattutto, la costruzione del successo personale e professionale in America.Dietro ogni intervista emerge così una storia familiare: persone che hanno lasciato il proprio Paese, affrontato l’incertezza di una nuova vita e costruito, attraverso il lavoro, l’impegno e le generazioni successive, nuove opportunità.
Il documentario ha trasformato queste esperienze individuali in una testimonianza collettiva dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti.
Dalla documentazione orale alla memoria digitale
L’esperienza presso l a FIAO ha inoltre permesso di comprendere una delle funzioni fondamentali della storia pubblica: preservare l a memoria attraverso le testimonianze delle persone comuni.
La storia non è costituita esclusivamente da documenti ufficiali, libri e archivi istituzionali. È presente anche nei racconti
personali, nelle fotografie di famiglia, nei ricordi degli immigrati e nelle esperienze tramandate d a una generazione all’altra.Da questa consapevolezza è nato un più ampio progetto d i archivio digitale di storia orale, con l’obiettivo di conservare le testimonianze raccolte e renderle disponibili come patrimonio documentario per il futuro.
In questo contesto, l’esperienza maturata con L a Mia Vita a New York h a assuntouna nuova dimensione.La stessa videocamera che inizialmente serviva a raccontare l a città è diventata uno strumento d i ricerca storica.

Il videoblogger si è trasformato in intervistatore.
L’intervistatore è diventato documentarista.E la formazione dello storico ha fornito il metodo necessario per contestualizzare e preservare quelle testimonianze.
Brooklyn come laboratorio di storia e identità
Una parte importante d i questo percorso è legata a Brooklyn, territorio profondamente segnato dall’immigrazione italiana e dalla trasformazione delle comunità nel corso del tempo.
Quartieri come Bensonhurst rappresentano esempi significativi di come le comunità immigrate abbiano costruito identità culturali, attività economiche, istituzioni e reti sociali, contribuendo allo sviluppo della città.Raccontare queste realtà significa quindi andare oltre una rappresentazione nostalgica dell’Italia a New York. Significa interrogarsi s u come le comunità cambiano, su quali elementi della cultura d’origine riescono a sopravvivere e su come le nuove generazioni reinterpretano la propria identità.
È proprio questa prospettiva che caratterizza il lavoro di Anthony: utilizzare gli strumenti della comunicazione contemporanea per raccontare fenomeni storici e sociali attraverso le persone che li hanno vissuti.
Un nuovo capitolo nel giornalismo
Dopo il conseguimento del Master e l’esperienza maturata nella ricerca storica, nella documentaristica e nella comunicazione digitale, i l giovane blogger sta ora entrando i n una nuova fase del proprio percorso professionale.
La sua recente associazione con la United States Press Agency (Agenzia d i StampaAmericana) rappresenta u n ulteriore passo nell’evoluzione iniziata anni f a con La Mia Vita a New York.
Il passaggio verso il mondo della stampa appare come una naturale estensione delle competenze sviluppate nel tempo: ricerca, intervista, verifica delle informazioni, narrazione, produzione audiovisiva e capacità d i trasformare esperienze individuali i n storie capaci di raggiungere u n pubblico più ampio.Il giornalismo aggiunge quindi un nuovo elemento a un percorso già costruito
intorno alla comunicazione e alla narrazione.La differenza è che oggi Anthony disponed i una formazione storica e metodologica
che gli permette d i affrontare le storie non soltanto dal punto di vista narrativo, m a anche attraverso i l contesto, la ricerca e la memoria.
Un percorso costruito sulla narrazione
La storia professionale di Anthony Di Marco è, in definitiva, la storia di un’evoluzione.
Tutto è iniziato con una passione personale per New York e con i l progetto
La Mia Vita a New York.
Quella passione h a condotto alla
formazione universitaria e a l
conseguimento d i un Master’s Degree i n
History con specializzazione i n Public
History presso il College of Staten Island.
La formazione accademica ha trovato poi
un’applicazione concreta durante il
tirocinio presso l a FIAO, dove l a
produzione d i Between Two Worlds –
Stories o f Italian Migration h a unito ricerca
storica, intervista, memoria orale e
produzione documentaristica.
I l progetto h a permesso di raccontare le
vicende degli italiani emigrati negli Stati
Uniti, ricostruendo le loro storie familiari e
mettendo i n evidenza non soltanto l e
difficoltà dell’immigrazione, ma anche il
percorso verso l’integrazione e i l successo
americano.
Oggi, con l a nuova esperienza presso l a
United States Press Agency, quel percorso
entra in una fase ulteriore.
Non si tratta semplicemente d i passare d a
un settore professionale a u n altro. S i
tratta dell’evoluzione naturale d i una
stessa vocazione: raccontare,
documentare e dare valore alle storie delle
persone.
Dal videoblogging alla storia pubblica,
dalla produzione documentaristica al
giornalismo, ogni esperienza ha aggiunto
u n nuovo strumento a una stessa
missione
professionale ma è legata anche alla sua
storia familiare, caratterizzata da radici
italiane e d a una tradizione migratoria
proveniente dalla Sicilia, i n particolare da
Cerda.
La videocamera, inizialmente utilizzata
come strumento creativo, è diventata
quindi progressivamente uno strumento
per osservare, documentare e
comprendere una realtà sociale più ampia.
Quella che era nata come una passione
personale avrebbe finito per influenzare
anche il suo percorso accademico e
professionale.
Dalla comunicazione alla laurea
in storia pubblica
L’interesse per l e storie individuali e per l a
memoria delle comunità h a portato il
cerdese a d approfondire l o studio della
storia.
Nel maggio 2026 ha conseguito un Master
Degree i n Storia con specializzazione in
Storia Pubblica presso i l CUNY College of
Staten Island (CSI).
Cerimonia di laurea del blogger Anthony Di
Marco Credit:www.facebook.com/
lamiavitanewyork
I l percorso universitario ha rappresentato
un passaggio fondamentale nella sua
evoluzione professionale. La storia
pubblica, disciplina che porta la ricerca e
l’interpretazione storica a l d i fuori dei
tradizionali ambienti accademici per
renderle accessibili a l pubblico, s i è
rivelata particolarmente coerente con
l’esperienza maturata attraverso l a
produzione audiovisiva.
La sua formazione accademica è stata
inoltre accompagnata d a un importante
riconoscimento: Anthony h a ricevuto l o
Steven J. Stearns and Sandi Cooper Award
for Academic Excellence, premio conferito
per l’eccellenza accademica che h a
dimostrato con una media voti tra l e più
alte dell’intero campus.
La laurea magistrale non h a rappresentato,
tuttavia, una rottura con il percorso
precedente. Al contrario, h a fornito
strumenti metodologici e accademici per
dare maggiore profondità a una passione
che era già presente: raccogliere
testimonianze, comprendere l e esperienze
personali e trasformarle in una forma di
memoria condivisa.
L’esperienza con la FIAO e
Between Two Worlds
I l punto di incontro più significativo tra la
sua esperienza nel mondo audiovisivo e la
sua formazione come storico pubblico è
arrivato durante i l periodo d i tirocinio
presso l a Federazione delle Organizazzioni
Italo-Americane di Brooklyn (FIAO).
Nel corso del tirocinio, i l giovane cerdese
ha sviluppato un progetto
documentaristico dedicato alla storia
dell’immigrazione italiana e alle esperienze
delle generazioni di italiani che hanno
costruito l a propria vita negli Stati Uniti.
Il progetto, realizzato in collaborazione con
i l College o f Staten Island, ha portato alla
produzione del documentario Between
Two Worlds -Stories of Italian Migration.
(Tra Due Mondi-Storie d i Migrazione
Italiana)
Il titolo racchiude i l nucleo centrale
dell’iniziativa: raccontare l a condizione d i
chi si trova tra due mondi, quello delle
proprie origini e quello della società nella
quale ha scelto – o è stato costretto – a
costruire i l proprio futuro.
Per realizzare i l documentario, Anthony ha
intervistato italiani e membri della
comunità italo-americana, ricostruendo
con loro l a storia delle rispettive famiglie e
ripercorrendo l e vicende che hanno
accompagnato i l passaggio dall’Italia agli
Stati Uniti.
Le interviste non s i sono limitate
alla ricostruzione dei percorsi
migratori.
A l centro delle conversazioni sono state
anche le esperienze d i integrazione, il
mantenimento delle tradizioni, il rapporto
tra identità italiana e appartenenza
americana, l e difficoltà incontrate lungo il
percorso e, soprattutto, la costruzione del
successo personale e professionale i n
America.
Dietro ogni intervista emerge così una
storia familiare: persone che hanno
lasciato il proprio Paese, affrontato
l’incertezza di una nuova vita e costruito,
attraverso il lavoro, l’impegno e l e
generazioni successive, nuove opportunità.
I l documentario ha trasformato queste
esperienze individuali in una
testimonianza collettiva dell’immigrazione
italiana negli Stati Uniti.
Dalla documentazione orale alla
memoria digitale
L’esperienza presso l a FIAO ha inoltre
permesso di comprendere una delle
funzioni fondamentali della storia
pubblica: preservare l a memoria attraverso
le testimonianze delle persone comuni.
La storia non è costituita esclusivamente
da documenti ufficiali, libri e archivi
istituzionali. È presente anche nei racconti
personali, nelle fotografie di famiglia, nei
ricordi degli immigrati e nelle esperienze
tramandate d a una generazione all’altra.
Da questa consapevolezza è nato un più
ampio progetto d i archivio digitale d i storia
orale, con l’obiettivo di conservare le
testimonianze raccolte e renderle
disponibili come patrimonio documentario
per il futuro.
In questo contesto, l’esperienza maturata
con L a Mia Vita a New York h a assunto
una nuova dimensione.
La stessa videocamera che inizialmente
serviva a raccontare l a città è diventata
uno strumento d i ricerca storica.
I l videoblogger s i è trasformato i n
intervistatore.
L’intervistatore è diventato documentarista.
E la formazione dello storico ha fornito il
metodo necessario per contestualizzare e
preservare quelle testimonianze.
Brooklyn come laboratorio di
storia e identità
Una parte importante d i questo percorso è
legata a Brooklyn, territorio profondamente
segnato dall’immigrazione italiana e dalla
trasformazione delle comunità nel corso
del tempo.
Quartieri come Bensonhurst
rappresentano esempi significativi d i
come le comunità immigrate abbiano
costruito identità culturali, attività
economiche, istituzioni e reti sociali,
contribuendo allo sviluppo della città.
Raccontare queste realtà significa quindi
andare oltre una rappresentazione
nostalgica dell’Italia a New York.
Significa interrogarsi s u come le comunità
cambiano, s u quali elementi della cultura
d’origine riescono a sopravvivere e s u
come le nuove generazioni reinterpretano
l a propria identità.
È proprio questa prospettiva che
caratterizza i l lavoro d i Anthony: utilizzare
gli strumenti della comunicazione
contemporanea per raccontare fenomeni
storici e sociali attraverso le persone che l i
hanno vissuti.
Un nuovo capitolo nel
giornalismo
Dopo il conseguimento del Master e
l’esperienza maturata nella ricerca storica,
nella documentaristica e nella
comunicazione digitale, i l giovane blogger
sta ora entrando i n una nuova fase del
proprio percorso professionale.
La sua recente associazione con l a United
States Press Agency (Agenzia d i Stampa
Americana) rappresenta u n ulteriore passo
nell’evoluzione iniziata anni f a con La Mia
Vita a New York.
Il passaggio verso il mondo della stampa
appare come una naturale estensione
delle competenze sviluppate nel tempo:
ricerca, intervista, verifica delle
informazioni, narrazione, produzione
audiovisiva e capacità d i trasformare
esperienze individuali i n storie capaci di
raggiungere u n pubblico più ampio.
Il giornalismo aggiunge quindi un nuovo
elemento a un percorso già costruito
intorno alla comunicazione e alla
narrazione.
La differenza è che oggi Anthony dispone
d i una formazione storica e metodologica
che gli permette d i affrontare le storie non
soltanto dal punto di vista narrativo, m a
anche attraverso i l contesto, la ricerca e la
memoria.
Un percorso costruito sulla
narrazione
La storia professionale di Anthony D i
Marco è, in definitiva, la storia di
un’evoluzione.
Tutto è iniziato con una passione
personale per New York e con i l progetto
La Mia Vita a New York.
Quella passione h a condotto alla
formazione universitaria e a l
conseguimento d i un Master’s Degree i n
History con specializzazione i n Public
History presso il College of Staten Island.
La formazione accademica ha trovato poi
un’applicazione concreta durante il
tirocinio presso l a FIAO, dove l a
produzione d i Between Two Worlds –
Stories o f Italian Migration h a unito ricerca
storica, intervista, memoria orale e
produzione documentaristica.
I l progetto h a permesso di raccontare le
vicende degli italiani emigrati negli Stati
Uniti, ricostruendo le loro storie familiari e
mettendo i n evidenza non soltanto l e
difficoltà dell’immigrazione, ma anche il
percorso verso l’integrazione e i l successo
americano.
Oggi, con l a nuova esperienza presso l a
United States Press Agency, quel percorso
entra in una fase ulteriore.
Non si tratta semplicemente d i passare d a
un settore professionale a u n altro. S i
tratta dell’evoluzione naturale d i una
stessa vocazione: raccontare,
documentare e dare valore alle storie delle
persone.
Dal videoblogging alla storia pubblica,
dalla produzione documentaristica al
giornalismo, ogni esperienza ha aggiunto
u n nuovo strumento a una stessa
missione.
Anthony Di Marco



