CronacaMondo

Arrestato in Bolivia il terrorista italiano Cesare Battisti

È stato fermato in strada, mentre camminava a piedi per le vie di Santa Cruz de la Sierra

Foto Ministero della Giustizia della Repubblica Federale di Bolivia

Un team qualificato di Poliziotti Italiani assieme alla Polizia Boliviana ha individuato e catturato in Bolivia Cesare Battisti.

Nell’operazione è stato fondamentale l’operato dei poliziotti della Criminalpol – Servizio di cooperazione internazionale di polizia S.C.I.P., di quelli della Direzione centrale della polizia di prevenzione e della Digos di Milano, in collaborazione con i Servizi di Sicurezza della Repubblica Italiana.

È stato catturato mentre camminava a piedi per le vie di Santa Cruz de la Sierra e quando gli agenti boliviani si sono rivolti a lui, non ha opposto resistenza. È stato bloccato così Cesare Battisti, una volta che i poliziotti, su input dei colleghi italiani, hanno avuto la certezza che si trattasse proprio del terrorista.

Cesare Battisti era stato condannato all’ergastolo in via definitiva in Italia per quattro omicidi compiuti negli anni Settanta ed era latitante da anni in Sud America. Battisti, oggi 64enne, era in fuga da dicembre, quando la Corte Suprema del Brasile ne aveva ordinato l’arresto in vista di una possibile estradizione in Italia. Viveva in Brasile dal 2004, e l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva aveva negato la richiesta di estradizione. Dopo la cattura Battisti sarà espulso dalla Bolivia e rimpatriato in Italia.

IL VIDEO

La squadra speciale dell’Interpol avrebbe indirizzato le ricerche intorno a Santa Cruz poco prima di Natale. Solo il 12 gennaio è stata circoscritta la zona nella quale Battisti si era nascosto, sono stati quindi compiuti appostamenti in almeno tre-quattro aree differenti, finché l’ex terrorista è stato accerchiato e bloccato con il supporto della polizia boliviana.

Il terrorista, dopo l’arrivo in Italia, non sconterà l’ergastolo, bensì la pena detentiva di 30 anni per effetto dell’accordo tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Federale del Brasile stipulato a inizio 2018 che prevede che sia applicata la massima pena detentiva del paese sudamericano.

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