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Arriva il fantasma del rischio ambientale a Termini Imerese

Torna a far parlare di sé la centrale elettrica ‘Ettore Majorana’. Al centro delle polemiche stavolta c’è il piano di frazionamento e cessione dei serbatoi e del pontile alla Cancascì petroli S.r.l.

Torna a far parlare di sé la centrale elettrica ‘Ettore Majorana’ di Termini Imerese. Al centro delle polemiche stavolta c’è il piano di frazionamento e cessione dei serbatoi e del pontile alla Cancascì petroli S.r.l. che nel sito di Termini Imerese, dovrebbe occuparsi dello stoccaggio e della commercializzazione di biocarburanti. Il Comune della città si sarebbe già espresso negativamente in merito alla questione. A far emergere il problema è stato il deputato regionale del M5S Luigi Sunseri che rivolgendosi al presidente Musumeci, con una interrogazione, ha chiesto quali siano i programmi della regione per risolvere la situazione: “A questo punto chiediamo cosa intenda fare la Regione a tutela dei cittadini termitani. Musumeci prenda in considerazione il grido d’allarme di una comunità che è stata già danneggiata da politiche industriali sbagliate che hanno distrutto il territorio e l’economia e che in più occasioni ha manifestato la propria contrarietà a questo progetto”.

Questa sembra essere l’ennesima tragedia che si abbatte su un territorio uscito economicamente e paesaggisticamente devastato dalla crisi Fiat. Un progetto che doveva essere all’insegna del rispetto ambientale e della salvaguardia paesaggistica ma che, a detta di Sunseri “è tutt’altro che green”. Così si è espresso il deputato: “La società Cancascì Petroli S.r.l. continua ad andare avanti forte di un nulla osta preventivo dell’IRSAP. Peccato che l’ex Asi non può interferire con la competenza esclusiva del Comune in materia urbanistica. Inoltre, dal ‘progetto di frazionamento’ allegato da Enel Produzione S.p.A. si rileva che quattro serbatoi, posti sul fronte della strada, sconfinano dalla particella originaria e ricadono sull’area del demanio marittimo. Ebbene, il progetto di frazionamento non è mai stato presentato al catasto, né è mai stato approvato alcun progetto di trasformazione urbanistica che ne legittimi il deposito”.
Un’altra querelle tutta all’italiana, o alla siciliana se preferite, che non sarà sicuramente di facile soluzione ma che trova, stavolta, il sostegno di una parte della politica regionale. Sarebbe auspicabile, a questo punto, un buon piano di riqualificazione territoriale a lungo termine per quell’area. Bisogna tenere inoltre in considerazione che gli appianamenti semplici e veloci non costituiscono una reale soluzione ai problemi, specie quando rispondono alle sole logiche del profitto e dell’utilitarismo e non alle reali esigenze dei cittadini.

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