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Cefalù: Ginecologi assolti dall’accusa di lesioni colpose

Nessun errore in sala operatoria. I medici hanno eseguito il protocollo

Avvocato Salvatore Sansone

La giovane donna di Caccamo dopo l’operazione all’utero per l’asportazione di un tumore avrebbe perso la sensibilità ad una gamba a causa di una lesione al nervo femorale. Fondamentali nel processo sono state le perizie portate in aula dagli avvocati Salvatore Sansone e Francesco Costantino.
“Non può essere attribuito con certezza ed oltre ogni ragionevole dubbio ad errore dei sanitari”. Così, il Giudice Monocratico, Claudia Camilleri, ha assolto dall’accusa di lesioni personali colpose “perché il fatto non sussiste” due medici dell’Ospedale San Raffaele e Giglio di Cefalù.

Dietro il banco degli imputati: Luigi Marsala, all’epoca dei fatti primario del reparto di ginecologia, difeso dall’avvocato Salvatore Sansone, e Roberta Matrone, assistente ginecologo, difesa dal legale Francesco Costantino. Nel maggio del 2011 la donna si sottopone ad un delicato intervento di Laparoisterectomia totale per l’asportazione di un tumore all’utero. Subito dopo l’operazione (avvenuta con successo) però, la donna accusa forti dolori alla gamba destra e perdita di sensibilità, allora decide di denunciare i medici e così, si arriva al processo. In aula, la tesi difensiva dei legali Sansone e Costantino si è incentrata sulla perizia medica fatta dal professore Paolo Procaccianti, direttore dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università, e dal collega Sandro Damiani, patologo di ostetricia e ginecologia. Secondo gli esperti infatti, la lesione al nervo femorale non può essere attribuita con certezza all’errore sanitario. Durante l’intervento i medici avrebbero usato un divaricatore. Secondo l’accusa, i sanitari avrebbero forzato l’azione del divaricatore causandone così, la lesione del nervo femorale. A conclusione del processo però, il Giudice Monocratico Camilleri, assolve con formula piena gli imputati.

“Il lavoro dei consulenti  della difesa – hanno detto gli avvocati Sansone e Costantino – ha consentito di chiarire che la lesione riportata dalla parte offesa al nervo femorale non era certamente riconducibile alla condotta dei medici imputati il cui intervento è risultato assolutamente diligente e coerente e conforme alle linee guida dei protocollli scientifici  più accreditati”.

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