Da sempre Cerda ha nutrito una profonda fede e devozione per il patriarca San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria. Quest’anno i festeggiamenti sono stati più ricchi a ricordo dello scorso anno, quando San Giuseppe venne proclamato Compatrono di Cerda dall’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice.
È stata realizzata la seconda edizione dell’infiorata, lungo le gradinate di Piazza La Mantia, che ha rappresentato la “Vita del patriarca San Giuseppe” dal sogno allo sposalizio con la Vergine Maria, il giglio come simbolo di purezza, San Giuseppe con Gesù mentre gli insegna l’arte del falegname ed infine la sacra famiglia. Molto partecipate sono state le serate di intrattenimento con il gran Galà Equestre organizzato dall’associazione Cerda cavallo e lo spettacolo di teatro – cabaret con i Petrolini.

Oltre le consuete Celebrazioni Eucaristiche, a mezzogiorno in Piazza La Mantia, si è svolta la nona edizione de “I Virgineddi”, la lunga tavolata con le pietanze tipiche di una volta, e mentre vengono servite le pietanze, come da tradizione, si esclama la tipica frase cerdese: “Evviva u Patriarca San Giuseppi”. Dapprima vengono fatti accomodare i bambini, successivamente si siedono gli adulti e si prosegue fino al primo pomeriggio.
I secondi Vespri e la S.Messa Solenne serale sono stati animati dalla Schola Cantorum “Nuntiavit Mariae”, accompagnati all’organo a canne settecentesco dal Maestro di Cappella del Duomo di Monreale, Salvatore Vivona. Alla Celebrazione Eucaristica e alla Solenne Processione con il Simulacro di San Giuseppe hanno preso parte il sindaco Giuseppe Ognibene insieme con la giunta comunale e tutte le realtà ecclesiali, gruppi di preghiera e e confraternite laicali.
Durante la processione, in via Roma si è svolta la tradizionale “Vulata di l’Anciuli”, due bambini che dedicano una poesia al Santo. Don Antonino Cannizzaro al ritorno della processione: “Una grazia particolare gli dobbiamo chiedere in questo periodo di difficoltà, di poter trovare lavoro – conclude Don Antonino – in particolare per tutti quei giovani che intendono formarsi una famiglia, a lui che è padre della Divina Provvidenza”.
A conclusione dei festeggiamenti, della processione, la tradizionale Tavolata di pane, sfince, chiacchiere e pignolata.






