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Consulta Giovanile Regionale: Dubbi e polemiche tra i gruppi

Le Consulte hanno diramato un comunicato stampa in cui vengono prese le distanze da tale progetto, esprimendo dubbi e perplessità circa la strumentalizzazione a fini politici dell’iniziativa

Soffiano venti di incertezza all’indomani dell’incontro delle Consulte Giovanili della regione Sicilia, voluto allo scopo di definire le linee guida utili alla formazione della Consulta Regionale. Le dodici consulte della provincia di Palermo (Alia, Bagheria, Blufi, Castellana Sicula, Castronovo di Sicilia, Contessa Entellina, Isnello, Lercara Friddi, Montemaggiore Belsito, Palazzo Adriano, Polizzi Generosa, Prizzi, Roccapalumba e Valledolmo), unitamente al Forum Giovani di Gangi e alla Consulta Giovanile di Resuttano (CL), hanno diramato un comunicato stampa in cui vengono prese le distanze da tale progetto, esprimendo dubbi e perplessità circa la strumentalizzazione a fini politici dell’iniziativa.

“Il 25 febbraio scorso molti presidenti delle consulte giovanili dei comuni della nostra regione sono stati invitati, da un altro presidente come loro, ad un incontro utile a discutere sulla costruzione di una Consulta Regionale. Tutti abbiamo subito pensato, e continuiamo a pensare, che connettere chi sui territori si spende nelle consulte giovanili sia importante e necessario, affinché sia possibile rafforzare la capacità di pressione e di proposta che come giovani abbiamo il dovere di fare al governo regionale. Pensiamo, infatti, che sia nostro compito fare tutto il possibile allo scopo di costruire la Consulta Giovanile Regionale, ma nei modi e nei tempi giusti.

Il progetto che ci è stato proposto non è, a nostro modo di vedere, quello giusto: non c’è stata presentata alcuna delibera da parte del governo né dell’assemblea regionale, né una presentazione ufficiale fatta a noi da membri del governo o dell’assemblea, motivo per cui non si può ritenere che questo sia un percorso che porta alla costruzione di una vera Consulta Regionale. Inoltre abbiamo tutti notato come troppo pesante sia stata la presenza, fisica all’incontro e mediatica successivamente, di deputati di un solo schieramento politico.

Alla base del lavoro delle consulte giovanili c’è sempre l’obiettivo di stimolare la partecipazione giovanile, che deve essere caratterizzata da una distanza netta da tutte le forze politiche (partiti, sindacati, coalizioni etc) di governo. La politica giovanile deve partire dal basso, raccogliendo problemi reali e costruendo alternative libere dagli interessi di questo o quel politico o partito. Il tentativo, a nostro avviso evidente, di gestire ad uso e consumo di una singola parte politica le energie dei tanti giovani come noi che animano le consulte giovanili è per noi inaccettabile.

Per questi motivi, ma anche perché siamo convinti che troppi personalismi e termini inappropriati siano stati utilizzati da chi si è fatto promotore di questa iniziativa, abbiamo deciso di non aderire a questo progetto. Le nostre consulte non saranno il giocattolo di nessun partito e nessun politico. Con l’augurio di incontrare presto tutti i colleghi delle altre province per costruire un percorso che stimoli davvero il governo regionale a costituire una vera Consulta Regionale, cogliamo l’occasione per invitarli tutti a riflettere su questo progetto che reputiamo sbagliato e millantatore.”

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