Caccamo: Non convalidato il fermo di Morreale, il suo legale ha chiesto i domiciliari
Lui ritorna in carcere, l’autopsia rinviata al prossimo Lunedì
Il suo legale, l’Avvocato Giuseppe Di Cesare, ha chiesto gli arresti domiciliari con l’uso del braccialetto elettronico ritenendo che Pietro Morreale non possa né fuggire né inquinare le prove in considerazione alla massiccia presenza di forze dell’ordine presenti nel paese dì Caccamo.
Questa mattina il fermo di Pietro Morreale non è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari, Angela Lo Piparo, ma, in atto, è stata applicata la Misura Cautelare in carcere. Il diciannovenne è accusato dell’omicidio di Roberta Siragusa, la diciassettenne uccisa la notte tra Sabato e Domenica. Pietro Morreale durante l’interrogatorio di convalida ha continuato a non rispondere alle domande del Gip.
L’Avvocato di Pietro Morreale, il legale Giuseppe di Cesare, ha anche chiesto l’incidente probatorio per l’esame autoptico. L’autopsia dunque è stata fissata per il prossimo Lunedì, 1 Febbraio 2021. Ed intanto i Ris di Messina continuano a raccogliere prove. Al vaglio ci sono i cellulari dei due ragazzi che grazie ai Gps telefonici hanno portato i Carabinieri al campo sportivo di Caccamo. I due telefoni avrebbero agganciato le cellule stabilendo percorsi ben definiti.

Sembrerebbe che i due giovani dopo essere usciti dalla casa di campagna si fermano nel parcheggio dello stadio comunale di Caccamo in via Termitana. Proprio lì, i Carabinieri avrebbero rinvenuto tracce di liquido infiammabile sull’asfalto e tracce di pneumatici che verranno messe a confronto con l’autovettura sequestrata a Pietro Morreale. Sempre secondo i dati dei Gps telefonici la coppia si sarebbe fermata per diverso tempo nel piazzale del campo sportivo.
Intanto, Pietro Morreale dopo l’applicazione della Custodia Cautelare in carcere, è stato riportato in una delle celle della Casa Circondariale di Termini Imerese.






