Il difficile periodo, che tutto il mondo, ha attraversato durante il Covid-19, e che piano piano con l’entrata alla seconda fase, tenta di ricominciare, ognuno secondo le proprie attività lavorative, comporta ancora dei piccoli sacrifici, come raccomandano gli operatori del 118.
Per coloro che lavorano sulle ambulanze, non è stato un periodo meno faticoso rispetto a tutti gli altri cittadini, anzi, hanno svolto il loro lavoro con maggiore rischio e timore, essendo in prima linea contro il Covid-19. Tiziana Ognibene, è una delle infermiere, originaria di Cerda, in prima linea e presta servizio con l’Asp di Palermo, presso il Punto Territoriale di Emergenza di Bagheria.
Ha raccontato in diversi editoriali, il primo servizio di Covid-19, presso l’Hotel Mercure di Palermo, per eseguire i tamponi faringei ai turisti bergamaschi. Ricorda che quella notte, quando insieme all’equipe della postazione “44 Guadagna” si sono preparati con timore ma hanno accettato di farlo senza esitazione. Con i colleghi, prima di cominciare, si sono fatti coraggio a vicenda con un sorriso e una foto insieme e poi hanno affrontato quelle lunghissime ore all’interno della struttura che ospitava i turisti, in collaborazione con il medico di turno, eseguendo i tamponi stanza per stanza, chiedendo i documenti, vestiti come degli astronauti. “Nei giorni successivi fu dichiarato lo stato di pandemia e non nascondo che ho avuto tanta paura – afferma Tiziana Ognibene – quel timore che provo ogni giorno ma non per paura di perdere la vita, ma di non poter più abbracciare i miei familiari”. (Fonte Palermotoday).
Nonostante qualsiasi rischio, Tiziana è felice del suo lavoro. E a tutti i cittadini, in questa “fase2” appena iniziata, consiglia di non abbassare la Guardia, continuando a rispettare le Regole, “solo cosi riusciremo a vedere quella luce che è ancora in fondo al Tunnel e che noi tutti stiamo desiderando”.






