Furia del Maestrale a Termini Imerese: crollano due pontili sotto i colpi delle onde
Sottotitolo: Raffiche fino a 90 km/h e mareggiate devastanti colpiscono il litorale palermitano. Cedono le strutture dell'ex pontile Enel e della Zona Industriale.
TERMINI IMERESE, 17 Febbraio – La forza della natura torna a colpire duramente il litorale di Termini Imerese.
Video realizzato da Giovani Piazza
Nella mattinata di oggi, una violenta ondata di maltempo, caratterizzata da raffiche di maestrale che hanno sfiorato i 90 chilometri orari, ha causato il cedimento strutturale di due importanti manufatti costieri, da tempo simbolo del passato industriale della zona.
Il cedimento della struttura Enel

Il primo crollo ha interessato il pontile della centrale Enel. La struttura, da anni fuori servizio e già provata dal tempo e dall’azione corrosiva della salsedine, non ha retto all’urto delle imponenti masse d’acqua. Una sezione significativa del pontile è stata letteralmente divelta dalla forza delle onde, finendo inghiottita dal mare sotto lo sguardo impotente dei residenti.
Paura nella Zona Industriale: cade il secondo pontile


Poche ore dopo, intorno alle 11:00, la situazione è precipitata ulteriormente. Un secondo pontile, situato nella Zona Industriale di fronte a un centro di demolizioni (poco prima di Torre Battilamano), ha subito la stessa sorte. Un video documentale realizzato da Giovanni Piazza ha catturato l’istante preciso del cedimento, mostrando la fragilità delle strutture metalliche dinanzi alla potenza della mareggiata.
Danni e monitoraggio
Le immagini che giungono dal posto mostrano uno scenario di desolazione: piloni spezzati e passerelle sommerse che galleggiano tra i flutti. Le autorità locali stanno monitorando la situazione per valutare eventuali rischi per la navigazione e per impedire che curiosi si avvicinino alle aree ancora instabili.
Il crollo riapre prepotentemente il dibattito sulla messa in sicurezza e sulla bonifica delle vecchie infrastrutture industriali che punteggiano la costa siciliana, ormai sempre più vulnerabili ai fenomeni meteorologici estremi.
Foto e video di Giovanni Piazza



