
Ogni giorno i dati aggiornati sull’emergenza Coronavirus ci ricordano, attraverso i numeri ufficiali dichiarati dai vari Stati relativi al contagio e le mortalità, quanto grave sia diventata la situazione a livello mondiale. Dirette TV, comunicati stampa, Capi di Stato e Capi di governo, sciorinano numeri e percentuali che fanno poi da base a statistiche e previsioni ipotizzate da scienziati e tuttologi.
Ma qualcosa non torna!! Non serve una laurea né tanto meno un master, per rendersi conto che qualcuno, nella confusione dei numeri, detta cifre troppo basse! Ma andiamo con ordine.
Russia non pervenuta verrebbe da dire. Putin dichiara che è tutto sotto controllo e che nel suo paese, di oltre 150.000.000 di abitanti, ci sono soltanto 114 positivi ed un morto. Da Sabato 21 le scuole e le università verranno chiuse, i confini sigillati così come chiusi sono già i cinema, teatri e circhi. Prudenti nonostante i numeri. In realtà le malelingue, una su tutte il dissidente Valerii Solovoly, parlano di 150.000 contagi ed 1.600 morti.
Ma torniamo a casa nostra, se così può ancora definirsi l’Europa. Che l’Italia sia il paese più colpito è una triste realtà ormai chiara a tutti, così come chiaro a tutti deve essere che il modo in cui si sta affrontando l’epidemia nel nostro paese è diventato il modello che tutto il mondo sta seguendo. Anche i cugini francesi, in primis il pizzaiolo raffreddato, hanno in fretta e furia dismesso i costumi dei Puffi per documentarsi, attraverso i Tg italiani, su come affrontare tale calamità. Ma ad oggi i numeri più improbabili li ha forniti la Germania. A fronte di circa 15.000 contagiati la percentuale di mortalità è, con 43 morti dichiarati, di appena lo 0.3%, contro un media europea del 6%. Qualcosa non torna, per lo stato europeo in cui è stato identificato il paziente zero e da dove è partita l’epidemia in Europa.
Ai tuttologi l’ardua sentenza!!!






