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Il TAR del Lazio sospende la revoca della scorta allo Chef Natale Giunta

A Maggio le era stata tolta la tutela personale

Il Presidente del Tar ha pronunciato oggi con decreto immediato il ripristino della scorta di quarto livello confermando così, il rischio di grave pericolo nei confronti dello chef Natale Giunta.

“Abbiamo deciso di fare ricorso – hanno dichiarato gli avvocati Maria Geraci e Gloria Orlando – contro il provvedimento  di revoca della misura di protezione assunto dall’UCIS a fine maggio perché appare illegittimo ed ingiustificato in considerazione del fatto che ad oggi permane una situazione di grave pericolo in danno del Signor Giunta, la cui unica colpa è forse quella di essersi messo in prima linea nella battaglia contro la criminalità organizzata.

Nella foto gli Avvocati Maria Geraci e Gloria Orlando

Dico ci appare perché nonostante sia stata fatta istanza di accesso, l’amministrazione ci ha impedito, con il suo diniego, la possibilità di conoscere le ragioni giuridiche della sua determinazione di fatto che hanno portato l’amministrazione ad assumere tale determinazione. Sottolineo tra l’altro -continua l’avvocato Maria Geraci- che il medesimo provvedimento impugnato  risulta in forte contraddizione con il dichiarato stato di costante allerta della amministrazione. Peró siamo riuscite ad ottenere un primo successo con il decreto del Tar di oggi con il quale è stato sospeso il provvedimento impugnato.

Da fine maggio allo chef palermitano che fece finire in carcere i suoi estorsori, è stata sospesa la tutela, ne beneficiava dal gennaio 2012, da quando denunciò chi gli chiedeva il pizzo.

Da allora, però, le minacce e le intimidazioni non sono mai finite, fino a poche settimane fa, quando la sua auto è stata danneggiata vicino alla sua abitazione.

VERGOGNA

Rimordi a TO cuscienza
Mutu nun poi cchiù stari,
L’istituzioni invoglinu
E curri a denunziari.
Passa un secunnu e
Cancia la to vita,
E t’auguri ca in seguitu
Nun perdi la partita.
T’assegninu la scorta
Sulu un poi caminari,
E puru i to parenti
Su ri sarvaguardari.
E tutti tutti scrivinu
O parrinu ri Tia,
E iu cu gran modestia
Ti scrissi na puisia.
Cu rici fusti bravu,
Cuè ca facisti “bbonu,
Ma struzzi addivintavinu
Si c’hera quacchi tronu.
Lu tempu passa e
Ora un magistratu,
Penza la lu gran focu
È ormai astutatu.
La scorta iddu ti leva
Cchiù nuddu o latu a “TTIA,
Ma comu a potti fari
Sta granni fissaria?
E nuddu ora chi scrivi
O parrinu ri Tia,
Ma iu cu cchiù modestia
Riscrivu na puisia.
Speriamu ca cu ci happi
Sta gran laria pinzata
Ca prestu prestu la
Pozza canciari.
Picchi’ nunn’e’ accussi’
Ca si cunvinci a genti,
Pi fari denunziari
I DILINGUENTI

La poesia è stata scritta dal termitano Enzo Di Gaetano in dialetto siciliano.

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