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Termini Imerese: Infarto scambiato per dolore articolare e il paziente muore

Un medico condannato per omicidio colposo

Avvocato Francesco Paolo Sanfilippo
Avvocato Francesco Paolo Sanfilippo

Non avrebbe avuto un dolore articolare quando si presentò al Pronto Soccorso ma, un infarto in corso. Il sanitario di turno non avrebbe fatto l’elettrocardiogramma e senza un perché lo avrebbe mandato a casa firmando la diagnosi di “semplici dolori articolari”. Dopo poche ore però, l’uomo muore colpito da un infarto. A tre anni dalla tragedia il Giudice da ragione ai familiari, assistiti in aula dall’avvocato Francesco Paolo Sanfilippo, condannando il medico che all’epoca lavorava presso l’Unità Operativa di Pronto Soccorso dell’Ospedale Salvatore Cimino di Termini Imerese, adesso trasferito in uno dei nosocomi palermitani.

All’udienza del 26 gennaio scorso, celebratasi con il rito abbreviato, il GUP del Tribunale di Termini Imerese, Stefania Gallì, ha condannato il medico che si occupò del paziente, ritenendolo responsabile del reato di omicidio colposo, alla pena di anni 1 e mesi 4 di reclusione, oltre al risarcimento del danno e al pagamento di una provvisionale di € 10.000 in favore di ciascuno dei fratelli della vittima, che in quel tempo si erano costituite parte civili.

Questa la ricostruzione di quel 17 agosto del 2014, quando Michelangelo Di Vittorio, pensionato di anni 66, residente a Trabia, si presenta al Pronto Soccorso dell’Ospedale Salvatore Cimino di Termini Imerese, accusando un forte dolore retrotoracico e serie difficoltà respiratorie. Stessa condizione di salute – secondo la tesi difensiva- con cui l’uomo verrà successivamente dimesso. Il medico infatti, avrebbe semplicemente diagnosticato una normale artralgia dorsale che non meritava ulteriori controlli ne, tantomeno, un ricovero presso la struttura. Dimesso, l’uomo torna a casa assieme ai suoi familiari. Poche ore dopo, il cuore di Michelangelo Di Vittorio smette di battere e muore. A causare il decesso -secondo le perizie medico legali- un infarto miocardico, complicato da shock cardiogeno.

“Dalle due perizie effettuate – ha dichiarato l’avvocato Francesco Paolo Sanfilippo sono emersi con chiarezza i profili di colpa del medico del Pronto Soccorso. Abbiamo sempre sostenuto – continua il legale dei familiari della vittima – che l’omissione da parte del medico di effettuare il necessario esame ecocardiografico, richiesto in relazione alla sintomatologia ed anamnesi del paziente, ha comportato la violazione delle regole di condotta che le linee guida dispongono in questi casi, evidenziando così, la negligenza del medico”. Per questo motivo, il Gup del Tribunale di Termini Imerese ha accolto le tesi difensive ed ha emesso la sentenza di condanna nei confronti del sanitario alla pena di anno uno e quattro mesi di reclusione per omicidio colposo. Inoltre, il giudice ha poi rinviato al giudice civile per la quantificazione esatta del risarcimento dei danni ai familiari della vittima.

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