I Laureati in Psicologia, Farmacia e Biologia scrivono con un comunicato “in quanto non si sentono tutelati dalle Istituzioni, in primis dal Ministero dell’Università e della Ricerca”. Dopo la laurea, per accedere nel mondo lavorativo, queste categorie, necessitano dell’abilitazione all’esercizio della professione e dell’iscrizione all’Ordine. Al fine di ottenere l’abilitazione è necessario dover superare un esame di Stato, che si compone di diverse prove, con tempistiche diverse.
Il 25 Marzo il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), massima espressione della rappresentanza studentesca universitaria e organo politico e ministeriale, redige un documento nel quale si richiede al Ministero dell’Università della Ricerca di legiferare in merito agli esami di abilitazione alla professione. Tale documento riporta la volontà e la necessità di una reale semplificazione di tali esami in quanto a meno di 2 mesi dal loro inizio non sono state date disposizioni in merito agli stessi da parte del Ministero.
L’8 Aprile viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto “DL Scuola” (n. 22/2020). In quest’ultimo si fa riferimento per la prima volta dopo più di un mese dall’inizio dell’emergenza sanitaria ai nostri esami di abilitazione. Nello specifico all’articolo 6, si fa riferimento alla possibilità da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca di individuare delle modalità di svolgimento alternative da quelle ordinarie, comprese modalità a distanza. Il 24 Aprile viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM n. 38/2020. Con quest’ultimo il Ministro Manfredi fa differire i termini della prima sessione degli esami di Stato, dal 16 di Giugno al 16 di Luglio.
Il 29 Aprile viene approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM n. 57/2020. In quest’ultimo il Ministro Manfredi, in deroga alle disposizioni normative vigenti, trasforma l’esame di Stato di abilitazione all’esercizio delle nostre professioni, per la prima sessione dell’anno 2020, in un’unica prova orale svolta con modalità a distanza omnicomprensiva di tutte le materie previste nell’esame di stato canonico. Nel prendere tale decisione consulta gli Ordini Professionali per chiedere un parere in merito a tale decisione che danno il loro nullaosta come riportato nella sezione iniziale dello stesso DM. Gli Ordini danno tale parere senza considerare le richieste che avevamo provato a portare loro, sottolineando la situazione critica che stavamo vivendo e richiedendo informazioni in merito, ma anche questa volta veniamo ignorati per oltre 2 mesi. Allo stesso modo le rappresentanze studentesche, nella figura dell’organo ministeriale CNSU, che avevano provato a comunicare con il Ministro vengono ignorate e non vengono consultate in merito a tale scelta.
I laureati, ancora una volta, per tutelare la loro denuncia, entrano in contatto con diversi esponenti politici ; tuttavia non riuscendo a trovare una soluzione concreta . Nei giorni 21-22 e 23 Maggio è stato riconvocato il CNSU, dove avvenne la stesura di un documento nel quale chiede al Ministero dell’Università e della Ricerca di analizzare e valutare una revisione della procedura di abilitazione…tutt’oggi senza nessuna risposta dal parte del Ministro Manfredi.
“Abbiamo più svolte cercato un dialogo per dimostrare che le barriere tecnologiche esistono – affermano i laureati – e che spesso creano disuguaglianze nel nostro Paese, ma anche in questo, siamo stati ignorati. Un esame che normalmente si svolge in più di tre mesi con prove intervallate, non può essere accorpato in un unico colloquio telematico. E’ impensabile che non vi siano disuguaglianze tra i candidati, tra l’altro un colloquio che viene a costare oltre 400 euro, in un momento di crisi economica”.






