
Le pagine di un libro possono diventare l’eco di un urlo che non trova pace, un ponte sospeso nel silenzio delle macerie.
SCRITTO DA ROSI ORLANDO
È questo il senso profondo di “Il loro grido è la mia voce – Poesie da Gaza” (Fazi Editore), il volume presentato recentemente alla Libreria Modusvivendi di Palermo alla presenza di Leonardo Tosti e dei rappresentanti di Emergency. Non si tratta di una semplice antologia, ma di una raccolta di trentadue “rime-testamento” scritte in gran parte dopo il 7 ottobre 2023: versi nati nel cuore della tragedia, capaci di trasformare il dolore di chi fugge e la disperazione di chi resta in un atto di estrema resilienza culturale e umana.
Lo storico israeliano Ilan Pappé, dice nella prefazione: “Scrivere poesia durante un genocidio dimostra ancora una volta il ruolo cruciale che la poesia svolge nella resistenza e nella resilienza palestinesi”. “Ma -nota il traduttore, Nabil BeySalameh- questa raccolta non è solo un lamento, è un invito a vedere, a sentire, a vivere. Le poesie qui tradotte, portano con sé il suono delle strade di Gaza, il fruscio delle foglie che resistono al vento, il pianto dei bambini e il canto degli ulivi”.

Sono dieci gli autori palestinesi inseriti nella raccolta curata da Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini e Leonardo Tosti, con prefazione di Ilan Pappé (interventi di Susan Abulhawa e Chris Hedges). Di seguito uno stralcio tratto dai versi di Ni’ma Hassan (poetessa, scrittrice e assistente sociale palestinese): “Una madre a Gaza non dorme… /E dopo che tutti si sono addormentati, si erge come uno scudo di fronte alla morte. …/ Una madre a Gaza non è come tutte le madri Fa il pane con il sale fresco dei suoi occhi… e nutre la patria con i suoi ;gli”. Per ogni copia venduta, 5 euro sono devoluti dall’editorea Emergency, per le sue attività di assistenza sanitaria nella Striscia di Gaza.



