Dalla morte di un’anziana, al tentato suicidio di un’altra, i finanziari hanno così iniziato ad indagare. Il 15 Marzo scorso una degente della casa di riposo è morta, un’altra pochi giorni dopo avrebbe tentato il suicidio lanciandosi dal balcone.
L’anziana morta nella casa di riposo lager era suocera del pentito Gaspare Spatuzza. Era stata rianimata dall’amministratrice della casa di riposo, Maria Cristina Catalano, 57 anni, come avevano sentito i finanzieri nel corso di un’intercettazione.
“Non lo so Vincenza ti dico che io in altri periodi avrei aspettato che moriva – così diceva – perché già boccheggiava quando fanno gli ultimi tre cosi hai capito io lo ripeto fosse stato un altro periodo non avrei fatto niente l’avrei messa a letto avrei aspettato perché era morta”.
“È emerso uno spaccato deprimente da un punto di vista umano prima ancora che giudiziario”, commenta il Comandante del Nucleo di Polizia Economico Giudiziaria di Palermo Gianluca Angelini. “Non è stato facile nemmeno per noi in queste settimane di indagine visionare e documentare il campionario ignobile di nefandezze e crudeltà gratuite compiute a danno degli anziani, soprattutto in questa fase emergenziale che richiederebbe una tutela ancora più elevata nei confronti delle fasce di popolazione più deboli e maggiormente esposte a rischio”.
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Palermo, violenze nella casa di riposo: le drammatiche immagini degli abusi






