CronacaPalermo

Palermo: Nino Spina, “Il mercante dei cani”, finisce agli arresti domiciliari

''Aiutatemi a salvarli '' e' una delle tante frasi con cui attirava l'attenzione di palermitani e turisti

Palermo – ”Aiutatemi a SALVARLI” e’ una delle tante frasi di Nino Spina. Tra Piazza Verdi davanti il teatro Massimo, sotto i portici di via Ruggero Settimo o a Mondello: con delle frasi apparentemente a buon fine, il venditore di cuccioli Nino Spina attirava l’attenzione di palermitani e turisti cercando di dare in affido (dietro compenso) i cuccioli in suo possesso. Nino Spina si ritrova agli arresti domiciliari, dopo le infinite segnalazioni arrivate da ogni parte della città e dal web (è nata anche una pagina Facebook dedicata) e a causa delle denunce per accattonaggio e maltrattamento di animali, negli scorsi mesi a Spina era stato dato dal Tribunale di Palermo anche l’obbligo di dimora.

Spina nonostante tutto ha continuato a posizionarsi, insieme ai tanti cuccioli di piccola, media e grossa taglia, in diverse zone di Palermo a lui vietate. L’attività di Spina risulta illegale, perché l’affido di un animale da compagnia deve seguire un preciso iter che prevede controlli prima e dopo l’arrivo dell’animale in casa, con colloqui obbligatori tra affidanti e affidatari e documenti che testimoniano l’intero procedimento. L’unico documento che Nino Spina rilasciava, era un foglio di carta scritto a penna, da lui. L’operazione, nel complesso, era piuttosto semplice: per l’affido bastava un rimborso spese che andava dai 25 euro in su per recuperare i costi dei vaccini e delle cure mediche (non documentate) di cui si era preso carico fino a quel momento.

Di fatto però tutto questo sta ad indicare una compravendita illegale, senza contare che nel caso in cui non fosse stato possibile portare via subito l’animale, Spina dava anche la possibilità di “bloccarlo” con un piccolo acconto (5 euro), chiedendo il numero di telefono all’interessato. Le segnalazioni e le denunce sono state moltissime. E ora, dopo la violazione dell’obbligo di dimora, il Tribunale di Palermo ha emesso un provvedimento di detenzione domiciliare della durata di un anno che gli è stato notificato dagli agenti di polizia del commissariato Zisa, recatisi nell’appartamento dell’interessato. Gli agenti in questione hanno trovato ventiquattro cani di diversa età tenuti all’interno di una costruzione precaria fatta di lastre di eternit sul tetto della palazzina di Cruillas, dove Spina abita.

I cani di provenienza ignota sono stati affidati a un’associazione animalista e Salvatore Libero Barone, un volontario palermitano, ne ha documentato anche le condizioni, al fine di chiedere aiuto a chiunque: gente che possa ospitare i cuccioli ma anche associazioni. Molti dei cani sono malati (hanno la rogna e la leishmania, malattie comunque curabili). Chiunque avvista Nino Spina per zone di Palermo è autorizzato a chiamare le forze dell’ ordine.

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