Termini Im. – CronacaTermini Imerese

Termini Imerese: Lex Sindaco Giunta: “La città sta vivendo il dramma nel dramma”

Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviataci dell’ex Sindaco di Termini Imerese Francesco Giunta

“Buonasera, in questo periodo così difficile, la Città di Termini Imerese, vive il dramma, nel dramma. – Scrive l’ex Sindaco Francesco GiuntaOgni giorno che passa, si registra la disperazione di tantissimi nostri concittadini che, già sfiancati, dalla lunga crisi economica dell’ultimo decennio, si vedono, ora, costretti in casa, senza il minimo necessario.

In questa triste vicenda non dobbiamo dimenticare i tantissimi disoccupati, i lavoratori ex Fca e soprattutto i ragazzi dell’indotto. Da ex amministratore, ricevo, quotidianamente, richieste di aiuto, gridi di dolore, ai quali è difficile poter far risposta. Nel corso della mia sindacatura ho coordinato il “comitato dei sindaci dell’hinterland Termitano”, purtroppo ho conosciuto da vicino le storie più difficili e tristi. Oggi, da semplice cittadino, nella consapevolezza, comunque, che una soluzione si debba, pur offrire, a chi chiede aiuto per sopravvivere, ho ritenuto, di farmi interprete, verso le Istituzioni, al fine di sottolineare lo stato di profonda crisi che la nostra Città, sta vivendo in questi giorni.

Al riguardo, allego, una richiesta di attenzione che ho inviato, in data odierna, a mezzo pec, alle Istituzioni in indirizzo. Qualora, riteniate, anche al fine di contribuire, a dare una mano ad una Comunità che sta sprofonda nell’abbisso, Vi prego di darne notizia. Ringraziando, anticipatamente, porgo i miei più cordiali saluti”.

Francesco GIUNTA

LA LETTERA

Come è noto, l’area industriale di Termini Imerese (Palermo) è stata riconosciuta quale area di crisi industriale complessa con I’Accordo di Programma “per la disciplina degli interventi di riconversione e riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese”, tra Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero del Lavoro, Regione Siciliana e Comune di Termini Imerese, del 22 luglio 2015.

In base al suddetto AdP I’Autorità Portuale di Palermo, il Comune di Termini Imerese, l’ANAS, il Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale, la Società Interporti Siciliani, la Provincia Regionale di Palermo e Rete Ferroviaria Italiana avrebbero dovuto realizzare infrastrutture per circa 150/milioni di Euro, al fine di migliorare la capacità di attrazione dell’area industriale di Termini Imerese. La dotazione complessiva finanziaria ammontava a 240/milioni di euro, di cui 150 stanziati dal MISE e 90 dalla Regione Siciliana. Inoltre, la Regione ha riservato 50/milioni di euro per la prestazione di garanzie a favore delle imprese che investono nell’area industriale di Termini lmerese e si è impegnata ad attivare specifici interventi di riqualificazione professionale dei lavoratori del Gruppo FIAT. Tralascio di accennare alla vicenda BLUTEC, sintomatica di un sistema basato sullo sfruttamento delle risorse pubbliche per fini non congrui, se non proprio illeciti.

Il tempo stabilito per dare completezza agli investimenti previsti dall’accordo fu fissato in 48 mesi comprensivi delle attività di collaudo e di conclusione amministrativa dei procedimenti.

Il citato Accordo è scaduto il 22 Luglio 2018.

Di tale ampia programmazione, tuttavia, ben poco fino a ora è stato fatto, a parte alcuni Iavori con cantieri ancora aperti, per rendere il nostro porto più sicuro e, nello stesso tempo, dotarlo degli spazi e dei servizi adeguati e di fondali che consentano l’approdo e la manovra di navi con un maggiore pescaggio, rispetto a quelle che oggi ne possono usufruire. Per il resto nulla o quasi, mentre le risorse per la Cassa Integrazione, normale e in deroga, vanno sempre più assottigliandosi.

Nulla per quanto concerne gli interventi nell’agglomerato industriale, nulla per la viabilità, nulla per la salvaguardia dell’ambiente, nulla per mettere a profitto i beni archeologici, culturali, monumentali e ambientali di Termini Imerese e del comprensorio, allo scopo di intercettare un turismo culturale e termale anche in bassa stagione, che contribuisca a vivacizzare l’economia creando nuovi posti di lavoro.

Nel frattempo, è sopravvenuto il fagello del virus, che ha bloccato ogni attività, comprese quelle dei piccoli lavori in nero che, fino a ieri, avevano consentito a tanta gente povera di non precipitare sotto la soglia della povertà, nella miseria.

A questo punto, si può senz’altro dire che una larga fetta della popolazione oggi sopravvive grazie alla Carità, anche quella che si è recentemente inventato lo Stato con il, così detto, “reddito di cittadinanza”. Ma quanto potrà durare? È possibile sopperire al bisogno per un tempo di crisi sanitaria che non appare breve? Ma anche se tutto dovesse normalizzarsi nelle prossime settimane, come si potrà superare la recessione che incombe sulle attività produttive e suII’economia mondiale?

Davanti a questo quadro dalle tinte fosche e sollecitato da tanti concittadini che mi si rivolgono, memori del servizio pubblico che ho prestato fino a poco tempo fa, ho sentito il dovere di alzare la voce, rispettosa ma forte, per chiedere a chi dispone degli strumenti di adottare sistemi eccezionali che, almeno una volta, mettano da parte i lacci e laccioli della burocrazia e dei passaggi infiniti fra un ufficio e l’altro, per dare il via a tutti i cantieri programmati, con il metodo “cinese” dell’avvio dei Iavori sotto la responsabilità del progettista che si fa carico del rispetto delle norme di Iegge, con l’intesa che “chi sbaglia paga” subito e con la galera.

Signori, avete, abbiamo il dovere di offrire prospettive alle migliaia di lavoratori e lavoratrici siciliani, padri e madri, giovani e meno giovani, alle famiglie, anche perché davanti al bisogno, davanti a un bambino che piange per la fame, davanti alla prospettiva di perdere la casa, la storia ci insegna che il popolo alza la testa e impone con la forza quanto non è riuscito a ottenere con la ragionevolezza, con il legittimo richiamo al diritto.

Come ci ha ricordato il Papa, “siamo tUtti sulla stessa barca”, non esistono partiti, non esistono maggioranza e minoranza, esiste l’Uomo con la sua fragilità e la sua forza, con i suoi bisogni e le sue attese, con le sue paure e le sue speranze.

E io spero, anzi confido, che tutti Voi saprete dimostrare a chi soffre e a chi si arrovella nella rabbia che la pandemia che ci ha colpiti è servita a cambiarci e a farci scop re .mand uovo di solidarietà comprensione e servizio sincero per il Bene Comune.“

Francesco Giunta

già Sindaco di Termini lmerese

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