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Termini Imerese: nel carcere Antonino Burrafato si gioca a scacchi

I detenuti hanno partecipato al corso “Scacchi X Tutti”.

Gli scacchi, antico e nobile gioco, anzi per meglio dire sport della mente, richiedono poco spazio e molto tempo libero: uno sport adattissimo per portarlo entro le mura di un carcere.

Ed è quello che succede da qualche anno, grazie al Cpia Palermo 2 di Termini Imerese, diretto dal D.S. Giorgio Cavadi. Nella Casa Circondariale “A.Burrafato”, ex Cavallaci, i detenuti giocano a scacchi facendo parte di un corso ed ottenendo così un attestato.

Giocare a scacchi in maniera costante, allena a controllare l’impulsività, fa riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni, insegna a raggiungere gli obiettivi seguendo le regole senza prevaricazioni o scorciatoie: un vero strumento di riabilitazione sia nel mondo della scuola, sia in quello carcerario.

Un percorso ludico-formativo che si è chiuso con un torneo finale durante il quale i giocatori-detenuti si sono confrontati tra loro con agonismo ma, in amicizia. Il tutto attraverso un percorso che ha avuto come obiettivo quello di far emergere in coloro che stanno scontando una pena la voglia di reinserirsi nel modo migliore nella società. “L’esperienza mi è stata di grande beneficio – ha dichiarato uno dei corsisti/detenuti – sia come momento di evasione che di riflessione. Gli scacchi ci hanno aiutato a migliorare l’autocontrollo, a pensare sempre quale sia la migliore mossa, quali siano benefici e svantaggi di ogni decisione e ad agire quando abbiamo la sicurezza di avere dei buoni risultati”.

Fondamentale per la riuscita del corso è stata la disponibilità del carcere, in particolare dell’Area Dirigenziale ed Educativa nonché degli Agenti della Polizia penitenziaria per il sostegno che garantiscono ed offrono quotidianamente alle attività scolastiche in genere.

Il Cpia tra i vari progetti extra curriculari erogati all’istituto penitenziario (FAMI e PON), grazie al fondo d’istituto (FIS), anche quest’anno ha realizzato il corso “Scacchi X Tutti”, volto all’alfabetizzazione dei detenuti a questo “Nobil Giuoco”, e già attuata in alcuni penitenziari italiani, con ottimi risultati.

Gli scacchi infatti, come affermano studi scientifici a livello mondiale, hanno un positivo impatto a livello pedagogico.

Gli Scacchi dunque come metafora che aiuta i reclusi a ragionare su quelli che sono stati i loro errori. Riflettere prima di agire: un insegnamento compreso solamente una volta dietro le sbarre, ma che ora qualcuno è pronto a tenerlo bene a mente per una migliore integrazione e un proficuo reinserimento sociale.

Promotore e responsabile del corso è stato il Professore Pietro Fiorentino, docente dello stesso Cpia Palermo 2, nonché Istruttore della FSI presso la Scuola di Scacchi “Pedoni Uniti “di Bagheria, che a fine anno scolastico ha consegnato ai neofiti scacchisti a ricordo dell’impegno profuso, gli attestati di partecipazione personalizzati.

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