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Terremoto nelle Fiamme Gialle: soffiava notizie riservate sui controlli a un imprenditore in cambio di sconti sul carburante. Arrestato un appuntato

Misure cautelari a Termini Imerese: il militare finisce in carcere, ai domiciliari un commerciante di carburanti. Tra le accuse anche il peculato per il furto di borse contraffatte destinate al sequestro.

TERMINI IMERESE– Un consolidato sistema di scambio illecito fondato su soffiate riservate e favori economici è stato scoperto a Termini Imerese, portando all’arresto di un appuntato della Guardia di Finanza. Il militare, in servizio presso il Gruppo locale, è finito in carcere con l’accusa di corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio. Destinatario della misura dei domiciliari è invece un imprenditore attivo nel settore dei carburanti, beneficiario delle informazioni sensibili.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal Gip del Tribunale di Termini Imerese su richiesta della Procura della Repubblica, ed eseguita dai finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, colleghi dello stesso indagato. I reati contestati a vario titolo sono pesanti: rivelazione di segreti d’ufficio, corruzione, peculato e falsità ideologica.

Il patto illecito: soffiate in cambio di gasolio scontato

Secondo la ricostruzione degli investigatori coordinati dalla Procura termitana, il finanziere avrebbe sistematicamente informato l’imprenditore sui turni di servizio e sulla precisa dislocazione sul territorio delle pattuglie del proprio reparto. Grazie a queste indiscrezioni, l’imprenditore era in grado di conoscere in anticipo la posizione dei controlli stradali o aziendali, eludendoli.

Il prezzo del tradimento del giuramento di fedeltà allo Stato? Una ricompensa in natura: forniture di gasolio agricolo a un prezzo di favore particolarmente vantaggioso, poiché illegalmente decurtato dell’accisa prevista per legge.

L’accusa di peculato: spariti zaini e borse contraffatte

Le indagini condotte dal Comando Provinciale di Palermo hanno però portato alla luce anche un altro inquietante capitolo. Nel corso di una precedente attività di polizia giudiziaria contro l’abusivismo commerciale e la contraffazione, l’appuntato si sarebbe appropriato indebitamente di diverse borse e zaini che riportavano falsi marchi di note griffe dell’alta moda. Quella merce, che per legge avrebbe dovuto essere immediatamente posta sotto sequestro e verbalizzata, sarebbe stata invece intascata dal militare.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dal quadro normativo a garanzia dei cittadini, le accuse dovranno trovare formale riscontro nel corso del futuro iter processuale, rimanendo per entrambi gli indagati il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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