Termini Imerese: Le due figure portanti del Carnevale Termitano
La storia che si tramanda negli anni con la lettura del Testamento
Tante sono le Associazioni ed i Comitati che negli anni si sono succeduti nella organizzazione del Carnevale Termitano, tra cui quello della “Società del Carnovale” è il nome che più ricorre dalla seconda metà dell’ottocento fino ad oggi.
“Nel 2011 , insieme ad altri amici appassionati – afferma il Presidente della Società del Carnovale, Emanuele Caruana – ho pensato di riconnettermi in qualche maniera all’antico nome costituendo una nuova Associazione che, pur agendo in un contesto diverso, fosse anche in grado di offrire servizi e consulenze proprio per la organizzazione del carnevale, a coordinare le sfilate e a dare il nostro sostegno tecnico durante il trasferimento dei carri. Anche come gesto di omaggio, abbiamo voluto in tal senso utilizzare come nostro marchio, registrandolo, proprio la riproduzione di una ricevuta della originaria “Società del Carnovale” del 1876; ricevuta di proprietà dell’amico collezionista Francesco La Mantia a cui vanno i nostri più sinceri ringraziamenti”.
La Società del Carnovale, affianca anche la Famiglia La Rocca che, ormai da oltre ottanta anni, si prende amorevolmente cura delle caratteristiche e prestigiose maschere di “U Nannu Cà Nanna ”.
“L’edizione di quest’anno, anno in cui ricorre il 120 anniversario delle nozze dei Nanni, abbiamo voluto anche se in tono minore, mettendo a disposizione idee e competenze per la realizzazione del Carnevale, insieme con la Pro Loco, ed il Presidente, Dario Turturici, per non far perdere un importante evento, che Termini Imerese detiene come il “Carnevale più antico di Sicilia” perché è la festa dei Termitani, una festa antica alla quale ogni termitano non deve e non può rinunciare”.
La lettura del testamento: Anticamente era un anonimo lettore di versi; spesso un componente dello stesso comitato che, dava voce al Nannu e far conoscere alla piazza le sue ultime volontà. Solo intorno agli anni trenta del novecento il comitato, per dare la giusta solennità a questo tradizionale momento, pensò bene di assoldare un autore di versi palermitano, tale Truscello, che per alcuni anni ricoprì magnificamente l’incarico proponendosi con arte ed adeguata mimica e suscitando, come avviene ancora oggi, l’ilarità dei presenti.
Tra gli autori e lettori del Tistamentu Du Nannu sono stati negli anni anche Ignazio Militello ed Elio Lo Cicero, quest’ultimo nipote del ben più famoso Don Nino Canino che proprio a Termini Imerese, e fin nel secondo dopoguerra, faceva il puparo.
Da oltre 20 anni la figura del Notaio è diventato un vero e proprio personaggio; che, creato dalla fantasia di Nando Cimino ormai a pieno titolo affianca le maschere di U Nannu Ca Nanna nel momento più tradizionalmente significativo della festa ovvero la lettura del testamento. Il Notaio del Carnevale Termitano è infatti oggi Menzapinna, figura ormai nota che, in certo qual modo, ha assunto le sembianze del suo stesso autore. E’ già da alcuni anni infatti che, grazie alla maestria di Peppe Piscitello, ed alla simpatica disponibilità di Ninni Sansone che ne ospita la figura sul carro di Re Carnevale, i costruttori ne hanno fatto diventare una vera e propria maschera.
Il Notaio Mezzapinna, veste abitualmente una giacca di velluto nero dal cui taschino fà bella mostra di se un vezzoso fazzoletto, poi un gilet grigio ed in testa a volte il classico cilindro, più spesso un basco nero a coprir i radi capelli bianchi. E’ la figura che accompagna il Nannu nel momento culminante della festa; è il suo alter ego, la sua coscienza critica, il suo “confessore”, il depositario delle sue ultime volontà. E’ la maschera della maschera; il Nannu in fondo è un istrione!





