Termini Im. – CronacaTermini Imerese

Termini Imerese: Il dramma degli Ex operai della Bienne Sud ai tempi del Coronavirus

Giovanni Schillaci, con una lettera scritta alla nostra redazione, si fa portavoce del dramma che gli ex operai della Bienne Sud stanno vivendo ormai da troppo tempo

Riceviamo e pubblichiamo una Lettera Aperta inviata alla nostra Redazione da Giovanni Schillaci, ex lavoratore della Bienne Sud, azienda dell’indotto ex Fiat che si occupava della verniciatura dei paraurti della Lancia Ypsilon.

“Buongiorno a tutti, – scrive Giovannianche io sono molto preoccupato per quello che sta accadendo in tutta l’Italia. Capisco benissimo che stare a casa non è facile per nessuno, mi deprimo ancora di più vedendo i telegiornali fino a tarda notte e capisco benissimo che la situazione non si risolve in quindici giorni o in un mese. Chiedo a me stesso di stare a casa, ma una cosa la voglio dire, io in questo momento sto attraversando come tutti gli italiani un momento brutto, di paura e di angoscia.

Chi sta parlando è un ex lavoratore della Bienne Sud che, insieme ad altri colleghi, ha perso il lavoro e che, nostro malgrado, ci hanno concesso la Naspi, ma dopo, cambiando le regole, ci hanno detto che dopo la Naspi non ci spettava più niente. Io quello che ho sempre chiesto è il lavoro, perché non lavorando e come se fossi stato in quarantena, come ora che c’è il Coronavirus, in tutti questi anni. La cosa che mi preoccupa di più è che nonostante le nostre richieste di andare a lavorare, lavoro in Italia non ce n’è per nessuno. A me il lavoro è stato tolto dalla Fiat, ora chiedo, quanto meno, che il Governo Nazionale e Regionale ci tuteli, sperando che nel frattempo ci possa essere uno sviluppo industriale.

Noi siamo i lavoratori della Bienne Sud che, da Marzo, non percepiranno più la Naspi, – del valore inferiore al Reddito Di Cittadinanza, a cui noi operai non possiamo accedere – abbiamo chiesto alla politica di tutelarci come hanno tutelato i lavoratori ex Fiat detti Blutec, anche noi operai dell’indotto abbiamo delle famiglie. Il Governo Nazionale sta stanziando miliardi di euro per le aziende in difficoltà, e di questo ne sono orgoglioso, ma è impossibile pensare che a Termini Imerese, aria di crisi complessa, con tutte le Senatrici, gli Onorevoli, il Commissario e il Presidente del Consiglio, cento operai, rispettando le regole del Coronavirus, possano restarsene a casa ad immaginare lo scenario di non poter percepire nemmeno un euro per la propria famiglia.

Vi giuro che sentirete parlare di me nei mesi avvenire, – conclude Giovanni Schillaci – non parlate di politica e elezioni a Termini Imerese. Secondo voi è giusto che se non mi uccide il Coronavirus, mi deve uccidere la fame? Concludo chiedendo a tutti i Politici di trovare una soluzione per noi”.

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