Termini Imerese: La morte di Fra Girolamo, il Frate Santo – di Nando Cimino
E' Frate Agostino Spicuzza a fare la “cronaca” di quella triste giornata e degli ultimi istanti di vita di Fra Girolamo
Era l’alba del 21 Aprile 1897 mercoledì; ed a Termini Imerese nella chiesetta della Madonna della Catena poco fuori le mura della città, i frati già di buon mattino, dopo la preghiera, si apprestavano alle loro quotidiane occupazioni.
L’indomani, giorno di festa, l’Italia avrebbe ricordato il ventinovesimo anniversario del matrimonio di Re Umberto e della Regina Margherita. In alcuni documenti conservati presso l’archivio storico dei Cappuccini di Palermo, è frate Agostino Spicuzza allora guardiano del convento, a fare la “cronaca” di quella triste giornata e degli ultimi istanti di vita di Fra Girolamo.
Fra Agostino racconta che Girolamo accusò un malore alle prime ore dell’alba e sentendo venir meno le forze chiese che gli fossero somministrati i sacramenti. La morte sopraggiunse qualche ora dopo ed in assoluta serenità alle otto e un quarto; lasciando nel dolore i frati del convento. La notizia del decesso di fra Girolamo fece presto il giro della città ed in men che non si dica iniziò un vero e proprio pellegrinaggio per rendere omaggio alla salma di colui che, agli occhi di tanti, veniva già da tempo considerato un Santo.
In gran numero si radunarono autorità, religiosi, semplici cittadini; di cui in tanti chiedevano addirittura di poter avere qualche reliquia. Per placare i più insistenti i frati promisero che si sarebbe fatto in modo di dare ad ognuno di loro dei piccoli pezzi di un vecchio saio, che faceva parte del vestiario del frate Santo. La notizia, se pur con i tempi di allora, giunse pure a Misilmeri piccolo centro a pochi chilometri da Palermo, dove Fra Girolamo Marfisi da Termini Imerese aveva svolto per anni la sua missione e godeva di immensa stima ed affetto. Qui ancora oggi gli abitanti si tramandano da generazioni i racconti di tanti suoi prodigi e miracoli e molti, nei momenti di bisogno, ancora ne invocano la intercessione.





