
Visto che il mio precedente post su Vincenzo Florio ha sollevato un interessante dibattito tra appassionati ed esperti, oggi “rincaro la dose” proponendovi un ulteriore spunto di discussione.
Giusto ieri infatti, scorrendo le pagine di un libro del Giornalista Ettore Serio in cui si parla della Vita quotidiana a Palermo ai tempi del Gattopardo, ho ritrovato proprio Don Vincenzo Florio, ma stavolta senior, su cui l’autore così testualmente scrive: “Vincenzo Florio era molto severo con i palermitani. Ai membri della commissione parlamentare d’inchiesta del 1867, che volevano conoscere il suo parere sulla vita sociale ed economica della città, sconvolta l’anno prima dalla rivolta del “Sette e mezzo”, spiegava: “L’ozio divora questa popolazione; l’ambizione la rovina; il lusso la morbosa smania di tenere carrozza, è veramente sproporzionata a’ mezzi che si hanno. Difficile trarla ad applicarsi all’industria e ad un attivo commercio. Qui a Palermo manca lo spirito d’associazione”.
Morale della favola: lagnusi e sfrazzusi. – Non mi pare che i Florio avessero grande fiducia nei confronti dei palermitani….voi che ne dite!?





