Termini Imerese: Cronaca di un disastro – di Nando Cimino
Era il giorno 8 del mese di Febbraio del 1900; ed al porto, nello stabilimento per la molitura di zolfo della ditta Pasquale Mormino e Figlio, si sviluppò un fortissimo incendio

Nel registro da me consultato, l’episodio che sto per narrarvi viene descritto come un “luttuoso disastro”; anche se non è specificato se abbia poi effettivamente provocato vittime.
Era il giorno 8 del mese di Febbraio del 1900; ed al porto, nello stabilimento per la molitura di zolfo della ditta Pasquale Mormino e Figlio, si sviluppò un fortissimo incendio provocato dallo scoppio di anidride solforosa utilizzata per la lavorazione. Il fragoroso scoppio, avvertito in tutta la città, fece immediatamente scattare l’allarme e sul posto arrivarono subito i Reali Carabinieri, i pompieri, le guardie municipali, tanti volontari, alcune guardie campestri ed anche diversi soldati del 30° reggimento di fanteria che si trovavano nella nostra città e che lottarono incessantemente per l’intera notte prima di potere avere ragione delle fiamme.
Per l’occasione si distinse per coraggio e sprezzo del pericolo il Capitano Antonino Valenti che dapprima riuscì a fare in modo che il fuoco non si propagasse alle altre macchine di lavorazione scongiurando così ulteriori scoppi; ed in seguito, sfidando le fiamme ed il gas asfissiante, salendo attraverso una stretta scala, riuscire a salvare il ragioniere della stessa ditta, tale Signor Giuseppe Nancini che, isolato dal fuoco nei piani superiori, terrorizzato e semi svenuto gridava aiuto e stava per morire. Tutta la città fu grata all’eroico capitano a cui fu concesso un solenne encomio per la meritoria azione.





