RubricaTermini Imerese

A Termini Imerese contro l’epidemia abbiamo San Vincenzo – di Nando Cimino

Dopo i Francescani che avevano proclamato Patrona la Madonna della Visitazione potevano non fare lo stesso i Frati Domenicani?

La freccia rossa indica il posto dove anticamente c’era la Chiesa di San Vincenzo Ferrer ed accanto a destra il Convento Domenicano

Chissà cosa avrebbe detto il povero San Calogero, nostro primo e principale Patrono, nel vedere quanti protettori sono stati dopo di Lui “imposti” al popolo termitano sempre pronto, come fa ancora oggi, ad accettare ogni cosa con rassegnazione.

E così dopo i Francescani che avevano proclamato Patrona la Madonna della Visitazione potevano non fare lo stesso i Frati Domenicani? Ed è quello che successe intorno al 1575 allorchè “approfittando” dello scampato pericolo della peste che si accaniva sulle nostre zone pensarono bene, con l’avallo dei Giurati del tempo, di acclamare Patrono un loro “pupillo” ovvero San Vincenzo Ferrer che, a loro dire, aveva arginato l’espandersi della epidemia a Termini Imerese. I Domenicani avevano nella nostra città un loro convento che si trovava dove è oggi la Piazza Umberto I° ed esattamente nella attuale sede degli uffici della Guardia di Finanza. Accanto, dove in atto si trova una tabaccheria, c’era pure la chiesa detta di San Domenico ma in realtà intitolata proprio a San Vincenzo Ferrer; chiesa che aveva un alto campanile a cui venivano attribuiti poteri miracolosi. Ecco infatti come ne parla nel seicento lo storico Don Vincenzo Solito che così scriveva:

“Fu di tanta devozione questo Convento appresso i Termitani, che nel contaggio del secolo passato prendendo al Glorioso San Vincenzo per patrono e protettore della Città restorno illesi del male, e quelli che venivano da lontano infetti di esso, in vedere il campanile della detta Chiesa di San Vincenzo sanavano”.

Vincenzo Ferrer era nato a Valencia, in Spagna, nel 1350 ed era un predicatore dell’ordine Domenicano. Egli, entrato nel convento della sua città, fu consacrato sacerdote nel 1379, ed il suo motto era: “Temete Dio e dategli onore”. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1419, fu il Papa Callisto III° che nel 1455 ne riconobbe le eroiche virtù ed il grande zelo di teologo e di predicatore.

San Vincenzo Ferreri, così lo si chiama in Italia, amava andare in giro in sella ad un asino e di lui si dice che ebbe a compiere tantissimi miracoli. Sappiano quindi i termitani di avere fra i tanti Patroni anche un Santo Spagnolo che, nel caso della nostra città, si rivelò particolarmente “esperto” nel liberarci da una epidemia. Quindi, visti i tempi, anche una bella preghiera a San Vincenzo, non ci farebbe male !!

(Nella foto sopra la freccia rossa indica il posto dove anticamente c’era la chiesa di San Vincenzo Ferrer ed accanto a destra il convento domenicano).

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