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Termini Imerese: A Maronna Du Carminu – di Nando Cimino

La chiesa, nella via anticamente detta dei Mercanti, era originariamente di piccole dimensioni e dedicata a San Rocco

Ancora oggi a Termini Imerese è particolarmente sentita la devozione nei confronti della Madonna del Carmelo in cui onore, giusto il 16 Luglio, si svolge anche una graziosa festa.

La chiesa, nella via anticamente detta dei Mercanti, era originariamente di piccole dimensioni e dedicata a San Rocco protettore dei cani e dei pellegrini. Successivamente, e precisamente nel 1580 l’Arcivescovo di Palermo Don Cesare Marullo la concesse ai Padri Carmelitani che la ingrandirono e vi fecero costruire anche l’attiguo convento; convento che poi, in periodi più recenti, venne per qualche tempo adibito anche a Caserma dei Carabinieri.

La Parrocchia è stata sempre particolarmente fervida sia con la preghiera che con le opere; e per qualche tempo vi fu proficuamente attiva anche una Congregazione Femminile Carmelitana. Io in tal senso voglio riportarvi indietro nel tempo giusto agli inizi del novecento quando nella nostra città la povertà era talmente diffusa che tante famiglie non riuscivano a garantire nemmeno un misero vestitino ai neonati. L’allarme sociale venne raccolto da un gruppo di donne che fondarono l’Associazione denominata “SS. Nome di Gesù”.

Esse, attraverso iniziative benefiche provvedevano all’acquisto di vestiti per i bambini e pure di corredini per i neonati. L’Associazione non aveva solo scopi benefici ma anche di culto; e così il comune, nel mese di marzo del 1903, gli assegna la gestione della Sacra Cappella del Bambino; che si trovava proprio nella chiesa del Carmelo alla sinistra dell’altare maggiore. Le signore amministravano in proprio la cappella avendo cura anche di eventuali restauri e migliorie. Dagli atti risulta che era allora Parroco della chiesa Don Carmelo Palumbo poi provvisoriamente sostituito, in attesa di nuova nomina, dal Canonico Bartolomeo Bova Conti.

“Supra un munti accumparisti
di na negghia cunturnata
e si tu Matri di Diu
di lu Carminu chiamata.
Sempri a tia ni rivulgemu
tanti grazii addumannamu
ca si tu nostra avvucata
e ni ‘nsigni a bona strata”

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