“Pa Cannilora di lu mmernu semu fora”. Recitava così un antico proverbio siciliano; a cui dava manforte un altro che confermava che: “Pa Cannilora tutti i carmuci nescinu fora”. Quest’ultimo intendeva a sua volta ribadire il concetto secondo cui con l’arrivo di giornate più tiepide e soleggiate anche i carmuci, ovvero i piccoli conigli, uscivano dalla tana.
Ovviamente tale modo di dire andava inteso in senso lato; infatti la parola carmuciu, spesso ed ancora oggi, viene riferita anche ai bambini; che in quel caso, con le prime gradevoli giornate, uscivano anche loro in strada a giocare. Ma era sempre così? A quanto pare no! Infatti, a scanso di equivoci, e visto che non sempre accadeva quanto asserito da questi proverbi, ne arrivava subito un altro che invitava ad essere più cauti e che a sua volta recitava: “Primalora, Cannilora, Brasalora, di lu mmernu semu fora. Ma si chiovi e c’è timpesta, quaranta jorna ancora n’arresta”!
Avrete capito tutti che per primalora si intende ovviamente il primo giorno del mese, mentre Cannilora è il secondo e brasilora il terzo; in quanto proprio il 3 di Febbraio si festeggia San Brasi, ovvero San Biagio. Ed allora visto che Febbraio, almeno dalle nostre parti, è quest’anno arrivato con grandine e tempesta, per le belle giornate dovremo ancora pazientare. Quest’ultimo modo di dire poi, faceva in qualche maniera il paio anche con un altro, ovvero: “I tri brillanti, quaranta jorna tira avanti”. Questa volta ad essere presi in considerazione erano i primi tre giorni di Aprile; ed infatti si pensava che se in quei giorni il tempo fosse stato brutto, avrebbe continuato così per altri 40 giorni.
Concludo dicendovi che la Candelora è una festa dalle origini pagane che, così come altre, è stata poi trasformata dal cristianesimo; che, in questo caso, attraverso la benedizione delle candele, intende ricordare la Purificazione di Maria e la Presentazione di Gesù al tempio. I pagani invece in quei giorni festeggiavano la Candelora in altri modi, ed in particolare ne era protagonista la dea Giunone Februa; infatti per loro era quello il giorno in cui simbolicamente avveniva il risveglio della natura ed il ritorno della luce.




