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Aumento dei canoni irrigui: I consorzi di bonifica indebitano gli agricoltori

Annualmente gli agricoltori si ritrovano a vedere perdere raccolti o a rimodulare i loro piani di coltivazione per l'incerta garanzia sulla regolare fornitura dell'acqua

Ancora recente il ricordo delle battaglie di questa estate da parte degli agricoltori delle basse madonie per l’approvvigionamento idrico dalla diga Rosamarina, dovuti ai forti ritardi nelle programmazioni della manutenzione alla rete di distribuzione che ormai da diversi anni, riducono a un paio di mesi il servizio del Consorzio.

Una struttura realizzata per migliorare e incentivare nuove aziende agricole, anche per fronteggiare il fallimento del progetto di industrializzazione del territorio, si è rivelata una spada di Damocle. Annualmente gli agricoltori si ritrovano a vedere perdere raccolti o a rimodulare i loro piani di coltivazione per l incerta garanzia sulla regolare fornitura dell’acqua, con ingenti perdite dei loro redditi. La crisi di mercato, la pandemia, l’aumento delle materie prime, lo stato di calamità ed il conflitto Russo-Ucraino stanno facendo solo da cornice ad un quadro di precarietà e sofferenza del settore. Nonostante i proclami e qualche bando dei fondi PSR , che poco incidono sui veri e reali problemi del comparto agricolo, il governo regionale non solo ha bloccato la graduatoria sugli abbattimenti dei canoni irrigui, facendo pervenire regolarmente le cartelle di pagamento ai consorziati, ma ha fatto ancora meglio concedendo attraverso il decreto commissariale 44 del 16 novembre 2022 gli aumenti delle quote consortili. In tutto questo l’assessore regionale all’agricoltura impegnato evidentemente a fare cose più importanti, sembra irreperibile, e disorientato da impegni istituzionali.

Gli agricoltori delle basse madonie giorno 31 marzo in presenza dell’On. Salvatore Geraci hanno organizzato un incontro a Sciara e attraverso i loro rappresentanti Totò Cappadonia, portavoce del Comitato Terre delle madonie e la Dottoressa Maria Montagno in rappresentanza degli agricoltori della valle del Torto, hanno condiviso, dopo il fisiologico dibattito, un documento sottoscritto da tutti i presenti, e che sarà oggetto di discussione ai tavoli istituzionali con relativa interrogazione parlamentare richiesta dall On. Geraci.

Gli agricoltori ormai esasperati sono concordi, nel caso in cui non ci sia da parte dell’assessorato all’agricoltura un intervento concreto ed immediato a suffragio delle richieste condivise nell ambito dei lavori dell’assemblea, a mettere in atto un azione forte in cui si prevede la richiesta di disdetta delle adesioni al consorzio, fermando le attività di produzione delle aziende, che continuano in queste condizioni a chiudere i loro bilanci in perdita.

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