Carnevale Termitano…ecco gli Autori e i Notai del Testamento – di Nando Cimno
Da quando esiste il Carnevale Termitano, quello della lettura del Testamento e della “bruciatina du Nannu”, è sempre stato il momento più tradizionale e suggestivo della festa

Potremmo dire che da quando esiste il Carnevale Termitano, quello della lettura del Testamento e della “bruciatina du Nannu”, è sempre stato il momento più tradizionale e suggestivo della festa. In questi lunghi anni in tanti si sono alternati nel ruolo di Notaio; il più delle volte componenti dello stesso comitato ma in qualche occasione anche simpatiche figure che ne hanno esaltato il personaggio.
Vale la pena quindi conoscere quelli che tra gli inizi del novecento ed il secolo successivo hanno lasciato traccia della loro presenza. Tra questi, ed in ordine cronologico, è bene iniziare da Ignazio Militello; personaggio esuberante e dalla vita movimentata, che era molto attivo anche in ambito sportivo. Agli inizi del secolo lo troviamo infatti come componente del noto “Nauthing Sport Club” ed ancora nel 1921 come Presidente del Circolo “Imera Sport Club”. In quegli anni il Militello è pure ricordato per essere stato il primo ad aprire in città uno stabilimento balneare “i bagni Gisira”; e perché, dopo un suo viaggio all’estero, tornò con una graziosa scimmietta che portava a spasso per le vie della città accoccolata sopra la spalla ed attirando l’attenzione di tutti.
Dopo di lui, e per qualche anno, a leggere il testamento venne invitato addirittura un attore professionista. Si trattava di Carmelo Truscello, attore palermitano di avanspettacolo che lavorava con la compagnia Marcellini; artista catanese di talento che tanti paragonavano come bravura ad Angelo Musco. Truscello che con le sue macchiette aveva ottenuto successi anche nel continente, era stato conosciuto dagli organizzatori del nostro Carnevale allorché la compagnia Marcellini era venuta ad esibirsi a Termini al Teatro Eden. Siamo intorno agli anni trenta; e la verve del Truscello venne talmente apprezzata che egli fu immediatamente contattato per rivestire i panni del Notaio nella lettura del testamento.
Ma chi più di tutti e per tantissimi anni ha lasciato un solco fra quanti si sono cimentati nello scriverne i versi, è stato il signor Andrea Sansone; egli infatti fu il Notaio del testamento du nannu per almeno 40 anni, anche se spesso erano altri a leggere le sue rime. Siamo sul finire degli anni ’30 del novecento, almeno così ci racconta il nipote Andrea; ed allora lo “studio” in cui il Testamento veniva preparato si trovava nel quartiere di Sales dove Don Andrea abitava. Nel dopoguerra i suoi versi vennero per alcuni anni affidati a tale Elio Lo Cicero che ebbe così modo di vestire i panni del Notaio. Elio era il nipote di Don Nino Canino uno dei più noti pupari siciliani, che a Termini aveva il suo teatrino nella via Vittorio Emanuele. Spinto dal nonno anche lui si prestava qualche volta a fare il puparo; ma la cosa pare non lo entusiasmasse più di tanto e ciò faceva arrabbiare Don Nino il quale parlando con gli amici spesso diceva: “Travagghiu u nni voli ma u immurutu su mancia ”. Nella lingua siciliana u immurutu è colui che ha la gobba, ma in questo caso Don Nino pare alludesse al piatto di pasta che Elio giornalmente pretendeva ben ricolmo a mò di cocuzzolo o appunto di una gobba. Anche Elio Lo Cicero era però uomo di palco ed in città era molto apprezzato per le sue doti di animatore di spettacoli di piazza; era infatti il presentatore ufficiale di un gruppo musicale molto conosciuto che si chiamava “Gli Astor”. Dagli anni sessanta in poi il ruolo di Notaio è stato interpretato da diversi componenti del comitato organizzatore che si sono succeduti nella lettura di versi perlopiù ripresi e miscelati da precedenti scritti.
Questo fin verso la metà degli anni novanta, quando a vestire i panni del Notaio è arrivato Nando Cimino, ovvero il Notaio Menzapinna; che è anche autore dei testi e che i cartapestai termitani, e nella fattispecie il Maestro Piscitello, hanno subito trasformato in una maschera che annualmente sfila sul Carro di Re Carnevale di Ninni Sansone.





