CerdaCronaca

Cerda: la giovane rumena è stata uccisa davanti gli occhi della figlioletta

Svelati i macabri retroscena della morte di Alina Elena Bità

Non è stato un malore a spezzare la vita della bella mamma di 29 anni, ma la mano di due giovani connazionali. I carabinieri svelano i macabri retroscena della morte di Alina Elena Bità. Due giovani connazionali sono stati fermati su richiesta della Procura di Termini Imerese. Il motivo: il tentativo di furto di denaro che la donna custodiva in casa. I carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Termini Imerese e della Stazione di Cerda hanno fermato Florin Buzilà, 19 anni e Paul Todirascu, di 18. Entrambi incensurati. I due sono cugini del marito. Elena è stata trovata a terra priva di vita dal marito. Sul collo aveva dei segni evidenti di strangolamento. Elena era in camera da letto, accanto a lei, dentro la culla, la figlia di undici mesi che piangeva a dirotto. Un pianto continuo che ha insospettito i vicini i quali hanno contattato il marito che in quel momento si trovava a lavoro nei campi di Cerda. Quella mattina dello scorso 9 ottobre la donna si trovava sola in casa.

La giovane madre sarebbe stata strangolata al termine di un tentativo di furto. L’indagine dei carabinieri è partita da un piccolo parco giochi di fronte all’abitazione della vittima, spesso frequentato dai due rumeni. Non ci sono state collaborazioni da parte di testimoni ma i militari hanno raccolto degli input che arrivavano dal quartiere. Quindi si sono concentrati sui due giovani rumeni e grazie alle intercettazioni si sarebbe arrivati alla macabra scoperta. ”Ritengo doveroso perseverare sempre nelle attività investigative per assicurare alla giustizia i responsabili di atroci delitti, senza clamore e nel rispetto del dolore altrui – dichiara il colonnello Antonio Di Stasio, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo – Il male non ha tempo e non è mai troppo tardi per la verità. Per questo rivolgo il mio grazie alla Procura di Termini Imerese per la celerità e lo sforzo profusi, nonché un sentito apprezzamento ai ‘miei’ carabinieri di ogni grado i quali, ogni giorno, non si risparmiano in impegno, dedizione e sacrificio per l’affermazione della legalità”.

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