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Due versioni talmente diverse, 2 scene diverse, omicidio-suicidio, vittima-assassino

Un racconto agghiacciante che avrebbe tentato di depistare le indagini

CACCAMO (Pa) – Da una parte c’è il racconto del fidanzato, dall’altra la minuziosa ricostruzione degli investigatori con filmati  video che incastrerebbero quello che finora sembrerebbe il presunto omicida di  Roberta.

Sul delitto di Caccamo però adesso spuntano i video di una telecamera che avrebbe registrato non pochi particolari. Tutto adesso gira nelle registrazioni video di una telecamera di sicurezza che ha ripreso più volte il passaggio della macchina di Pietro Morreale.

Gli investigatori hanno accertato che la Fiat Punto di Pietro Monreale è transitata per due volte lungo la strada dove è stato ritrovato il corpo. Il primo passaggio è avvenuto alle 2:37, poi è tornato indietro alle 2:43. Un secondo passaggio della stessa macchina si registra alle 3:28 con il rientro alle 3:40. Questa la ricostruzione dei Carabinieri su cui si è basato il fermo per omicidio volontario ed occultamento di cadavere.

Dall’altro lato invece, c’è un racconto terrificante, un racconto agghiacciateun racconto che avrebbe tentato di depistare le indagini, il racconto di Pietro Morreale.

“Ho litigato con Roberta e lei si è data fuoco, poi si è buttata nel burrone. È scesa dalla macchina, si è data fuoco e poi, si è buttata, non l’ho uccisa. Eravamo appartati per stare in intimità. Lei si è cosparsa il corpo con la benzina contenuta in una bottiglia che si trovava in macchina. Ho tentato di soccorrerla e, per questo,  ho la mano bruciata. Poi sono andato via”.

Il racconto, però secondo il Pubblico Ministero ed i Carabinieri, presenta tante incongruenze. Non è chiaro quando l’indagato ha fatto rientro a casa, in quale stanza si trovava al momento del risveglio dei genitori, né gli indumenti che indossava in quel momento. Il padre avrebbe dichiarato che il figlio è rientrato alle 4:00, sotto choc, poi è svenuto. Non si esclude neanche che Roberta possa essere stata uccisa altrove e trasporta nel luogo dove è stata abbandonata.

Fondamentale anche la testimonianza di un amico della coppia. Avrebbe raccontato ai Carabinieri che alle due di notte ha parlato al telefono con Pietro. Sei telefonate ed un messaggio per chiedergli se avesse notizie di Roberta e se sapeva dove si trovava. Pietro però sapeva perfettamente dove era Roberta. Alle 9:30 del mattino ha accompagnato sul posto lui stesso i Carabinieri.

Fondamentale l’autopsia, attesa per domani. Chiarirà come è stata uccisa Roberta. Il medico legale, arrivato sul Monte San Calogero, da una prima analisi cadaverica, ha confermato che il volto di Roberta era tumefatto nella regione orbitale laterale sinistra.

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