La festa della donna è un’usanza tipicamente italiana. Nata più di 70 anni fa, questa tradizione ha origine nella sede dell’Unione donne italiane (Udi) a Roma.
L’8 marzo 1945, fu proprio questa associazione di donne provenienti dal PCI, PSI, Partito d’Azione e altri, a prendere l’iniziativa di celebrare la prima giornata dedicata alla donna in Italia. A guerra finita nel 1946 tre esponenti dell’UDI, Teresa Noce, Rita Montagnana (moglie di Palmiro Togliatti) e Teresa Mattei, proposero di adottare la mimosa come simbolo della festa della donna.
La decisione venne messa ai voti e le donne dell’associazione votarono per questo fiore. Facile da trovare in questo periodo dell’anno (la mimosa fiorisce a marzo) e soprattutto “povero”, poteva essere regalato da tutti. Inoltre, è uno dei pochi fiori apparentemente deboli in grado di crescere anche su terreni poco fertili.
Quale migliore metafora per rappresentare la figura della donna? Inizialmente però, prima di scegliere la mimosa, era la viola il fiore simbolo e più apprezzato nelle sedi della sinistra. Ma furono proprio le donne dell’Udi a opporsi a questo fiore perché caro e più difficile da trovare.
E così venne scelta la mimosa, che Teresa Mattei ricordava come “il fiore che i partigiani erano soliti regalare alle staffette. Poteva essere raccolto a mazzi e gratuitamente”, diceva la ‘Teresita’.
Marzia Genovese






