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Fiammetta Borsellino incontra i ragazzi a Montemaggiore Belsito

Nella mattinata di Lunedì 1 Aprile, i ragazzi dell’Istituto Comprensivo “Mons. Arrigo” di Montemaggiore Belsito e Aliminusa hanno incontrato la figlia di Paolo Borsellino

Asinistra Fiammetta Borsellino. In alto il Sindaco di Aliminusa, Filippo Dolce e le referenti del progetto legalità Cinzia e Rita Dolce. In Basso le autorità presenti.

L’incontro si è tenuto presso il centro polifunzionale “Giovanni Paolo II”. I ragazzi della classe quinta della primaria e delle tre classi della secondaria hanno avuto l’occasione di incontrare Fiammetta Borsellino e presentare la loro idea di legalità. All’incontro hanno preso parte i comandanti delle stazioni dei Carabinieri dei due comuni, il sindaco di Aliminusa Filippo Dolce e il vice sindaco di Montemaggiore, nonché docente della locale scuola secondaria, Riccardo Siragusa.

L’incontro, voluto fortemente dalle referenti al progetto legalità dell’I.C, Cinzia e Rita Dolce, si è svolto in due parti. Nella prima parte i ragazzi hanno presentato alcune poesie e un brano musicale composto per loro dal maestro Nunzio Ortolano. Nella seconda parte hanno avuto la possibilità di rivolgere dei quesiti alla Borsellino, che, senza celare l’entusiasmo per le domande ricevute, ha risposto ripercorrendo alcuni momenti della vita del giudice.

Oltre al magistrato, protagonista delle vicende giudiziarie, i ragazzi hanno avuto modo di conoscere Paolo, padre premuroso e uomo di spirito. Nelle parole di Fiammetta: “Mi piace innanzitutto ricordare un uomo e un padre meraviglioso, sempre presente, arguto, Paolo Borsellino, di cui voglio conservare un ricordo intimo e riservato. Ma voglio rammentare anche il giudice Paolo, proprio attraverso le parole che egli ha dedicato ai giovani perché lui amava i ragazzi”.

Si è parlato delle difficoltà che quotidianamente incontrano gli uomini che si impegnano nella lotta alla criminalità. È emerso come spesso sia la combutta con i poteri politici ed economici a rendere forte la mafia e come ci siano delle responsabilità, specialmente per quanto riguarda le grandi stragi degli anni ‘90, ancora da accertare.

“La mafia si alimenta dell’omertà di tutti, non bisogna parlare di eroi, perché gli eroi sono qualcosa di distante dagli esseri umani. Coloro che hanno lottato e lottano erano e sono uomini come noi”. Questa forse la dichiarazione della Borsellino che meglio condensa l’incontro di ieri.

La lotta alla mafia non si fa con i grandi proclami o con i discorsi politici, si fa sui banchi di scuola. Creare delle coscienze che sappiano schierarsi senza compromessi rappresenta infatti l’unica soluzione possibile per permettere a questa terra di respirare. Crescere nella consapevolezza che bisogna condividere le responsabilità e che le scelte, anche quelle dei più piccoli, hanno delle ricadute importanti e lasciano sempre il segno nella vita degli altri. Avere paura è normale, ma bisogna alzare la testa.

Lotta alla mafia dunque ma lotta anche alla pigrizia fomentata da chi ci vuole sottomessi e indifferenti. Una la soluzione possibile: studiare e interessarsi di ciò che ci circonda, per fa sì che la Sicilia diventi realmente “Cosa Nostra ”.

Le foto dell’articolo sono di Rosy Dolce

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