ReligioneVideo

In ascolto della Parola: XXIVª Domenica del Tempo Ordinario – 🎥 VIDEO

Perdonerai fino a settanta volte sette

Non è un mero calcolo matematico quello che Gesù propone a Pietro, e cioè di perdonare non fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. È una classica iperbole evangelica che indica la disposizione dell’animo d’essere sempre misericordiosi e accoglienti, perché l’amore è l’unico vero motore interiore che può spingere alla conversione e al cambiamento di vita. L’uomo ragiona secondo la logica e la giustizia distributiva: a ciascuno il suo, a ogni delitto la sua pena proporzionata alla gravità reale di quanto commesso. La logica evangelica suggerisce un altro canone: quando una persona, che ha commesso il male, si sente abbracciata dalla misericordia e dal sorriso, e immediatamente di fronte a uno stile diverso di vita, fatto di bene e di amore; e quel male compiuto rosicchia talmente nell’animo da spingerlo a cambiare stile di vita. L’impegno è molto chiaro: «Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati» (I Lettura), perché con la misura con cui misuriamo ci sarà misurato in cambio. (Cfr. Mt 7,2)

epifaniadelsignore.it – don Tiberio Cantaboni

Prima Lettura

Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati

Dal libro del Siracide 27, 33 – 28, 9 (NV) [gr. 27, 30 – 28, 7]

Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati.Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, come può ottenere il perdono di Dio? Chi espierà per i suoi peccati? Ricordati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’Alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui.

Parola di Dio

Salmo Responsoriale
Dal Sal 102 (103)

R. Il Signore è buono e grande nell’amore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici. R.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe. R.
Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe. R.

 

Seconda Lettura

Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore

Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai Romani
Rm 14,7-9

Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore.Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.

Parola di Dio

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia

Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. (Gv 13,34)

Alleluia

AUDIO LETTURA DELLA PAROLA

Vangelo

Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette

Dal Vangelo Secondo Matteo

Mt 18,21-35

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Parola del Signore

COMMENTO AL VANGELO

Unisciti al gruppo Whatsapp di TelevideoHimera News

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Utilizziamo i Cookies tecnici e di terze parti per assicurarti di ottenere una esperienza di utilizzo ottimale nel nostro sito. La prosecuzione nella navigazione (click, scroll,...) comporta l'accettazione dei coockie. LEGGI INFORMATIVA

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi