
CALTAVUTURO – Lo scorso 11 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale del Malato, la Casa di Riposo “Maria Ausiliatrice” di Caltavuturo è diventata il cuore pulsante della devozione cittadina. La struttura, gestita dalla Cooperativa Casa di Alba, ha ospitato le celebrazioni in onore della Madonna di Lourdes, offrendo ai propri ospiti un momento di profonda riflessione e partecipazione comunitaria.

La Celebrazione e il Sacramento dell’Unzione
La giornata è stata scandita da momenti di grande emozione. Don Saverio La Martina ha presieduto la Santa Messa all’interno della cappella della struttura, un ambiente raccolto e addobbato per l’occasione con effigi mariane e fiori freschi. Durante la funzione, è stato amministrato il sacramento dell’Unzione degli Infermi, un gesto di cura e speranza che ha coinvolto non solo gli anziani residenti, ma anche i numerosi malati presenti.

Le immagini testimoniano la sacralità del momento: dalla processione della statua della Vergine tra i corridoi della casa, portata a spalla dal personale in divisa bianca, fino all’incontro diretto con gli ospiti nelle sale comuni. Particolarmente toccante è stata la possibilità, per chi è impossibilitato a muoversi, di ricevere una benedizione speciale e di accostarsi all’immagine della Madonna di Lourdes, un contatto che ha portato visibile serenità sui volti dei presenti.
Il ringraziamento della Cooperativa Casa di Alba
Al termine delle celebrazioni, il Presidente della Cooperativa Casa di Alba, Antonello Di Gregorio, ha voluto esprimere la propria gratitudine per la riuscita dell’evento: «È stato un momento di profonda spiritualità che ha donato conforto ai nostri ospiti. Ringrazio Don Saverio La Martina per la sua guida spirituale e per l’attenzione umana mostrata verso i nostri anziani. La presenza di familiari, volontari e personale è un segno concreto di vicinanza verso chi vive una condizione di fragilità».

Oltre l’assistenza: il valore della comunità
L’evento dell’11 febbraio non è stato solo un appuntamento religioso, ma la conferma di un modello di assistenza che mette al centro la persona nella sua interezza. «Continueremo a promuovere iniziative che uniscano assistenza, spiritualità e comunità», ha concluso Di Gregorio, ribadendo come la cura dell’anziano passi inevitabilmente attraverso la condivisione e l’integrazione con il tessuto sociale del territorio.





