SiciliaTermini Im. – CronacaTermini Imerese

Blutec: Arrestati i vertici della società e sequestrato il plesso industriale

In Subbuglio la Blutec Spa. Scattato il sequestro preventivo dell'intero complesso aziendale e delle quote societarie, nonché delle disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili ai due indagati

Nella bufera la Blutec Spa, azienda che avrebbe dovuto rilanciare l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese. I vertici della società finiscono agli arresti domiciliari con l’accusa di malversazione di fondi pubblici ai danni dello Stato.

Nell’ambito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, la guardia di finanza di Palermo, su un’ordinanza del gip del tribunale termitano, ha posto agli arresti domiciliari il presidente del Consiglio di amministrazione della società, Roberto Ginatta, e l’amministratore delegato, Cosimo Di Cursi.

Ai due è imposto il divieto di esercitare imprese e uffici direttivi di persone giuridiche e delle imprese per 12 mesi.

È scattato inoltre il sequestro preventivo dell’intero complesso aziendale e delle quote societarie, nonché delle disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili ai due indagati, per un importo totale di 16 milioni e 516 mila euro.

“La notizia dell’arresto dei vertici di Blutec (dell’AD Cosimo Dicursi e del Presidente del CdA Roberto Ginatta), cade come una tegola sulla testa di un intera Comunità – afferma Francesco Giunta, sindaco di Termini Imerese – Seppur, nella consapevolezza delle difficoltà registrate nei mesi scorsi, in merito alla restituzione delle somme anticipate all’azienda da Invitalia, abbiamo sempre sperato che la “vertenza Termini Imerese” potesse trovare una soluzione favorevole per le migliaia di famiglie, coinvolte, loro malgrado, in un disastro sociale ed economico senza precedenti.

Da tempo, la Procura della Repubblica, presso il a Trubunale di Termini Imerese, indagava in merito alle modalità di utilizzo dei fondi pubblici da parte di Blutec. Questa ulteriore “involuzione” della vertenza, deve preoccuparci ma non scoraggiarci. Piuttosto, può essere l’occasione affinché, grazie al lavoro della magistratura, possa, finalmente, chiarirsi, una delle pagine più tristi della storia recente di Termini Imerese e del suo comprensorio. Ritengo opportuno che le Istituzioni, ad ogni livello, siano esse locali, regionali e nazionali, debbano, ancor di più, stringersi intorno alle famiglie di quegli uomini e quelle donne che pur con scetticismo hanno voluto credere che una possibilità di riscatto potesse esserci.

Unitamente alle Organizzazioni Sindacali, il Comitato Permanente dei Sindaci, peraltro già convocato, per mercoledì 13 marzo alle 17:00, presso la sede storica del palazzo Comunale (contestualmente è prevista un sit in degli operai in piazza Duomo), di deciderà quali azioni intraprendere. Resto fermamente convinto, oggi, più di ieri, che una manifestazione a Torino, dinanzi la principale sede italiana di FCA, sia l’unica soluzione, affinché l’Azienda Torinese, possa assumersi quelle responsabilità che fino ad oggi non si è mai voluta assumere”.

“Possiamo, sin d’ora, assicurare che le Organizzazioni Sindacali,  gli operai e le loro famiglie, non saranno lasciati soli e che le Istituzioni Locali, a partire dal Comune di Termini Imerese, sarà al loro fianco, fino a quando, insieme, non troveremo una via d’uscita dignitosa a questo disastro annunciato”.

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