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Morì nel 2005, dopo aver contratto l’epatite. Un milione di euro ai familiari come risarcimento danni

La vittima, della provincia di Palermo, avrebbe contratto la malattia durante una seduta presso l’ospedale di Caltanissetta

Un milione di euro. E’ questo il risarcimento del danno che ha stabilito il Tribunale di Caltanissetta nei confronti dei familiari di A. S., all’epoca sessantaquattrenne, emotrasfuso dal lontano 1969. È stato riconosciuto un risarcimento danni da oltre un milione di euro per i familiari della vittima, difesi dall’avvocato Silvio Vignera, che ha contratto l’epatite durante una seduta di trasfusione.

Il Tribunale siciliano con un esemplare giudizio, durato poco più di due anni, ha confermato la tesi difensiva del legale ripercorrendo il calvario che il povero scomparso, e la sua famiglia, hanno patito successivamente alla scoperta del contagio fino alla morte, riconoscendo così la responsabilità del Ministero della Salute per l’epatite contratta a seguito dell’emotrasfusione.
Intanto, il Ministero annuncia appello mentre la controparte seguita dall’avvocato Vignera annuncia: “in appello chiederemo di più”.
“Abbiamo dimostrato in aula -continua il legale dell’Associazione Atem- le varie ragioni che hanno dimostrato la responsabilità per inadempimento, negligenza, superficialità ed inerzia, del Ministero, nella raccolta del sangue (e dei suoi derivati) da introdurre nel corpo umano. Questa sentenza è esemplare, non solo perché si pone correttamente nel solco della giurisprudenza degli organi giudiziari superiori e di quelli di merito ma, anche, perché arriva in accettabili tempi di durata del processo”.

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