Termini Imerese: Sei medici dell’Ospedale S. Cimino assolti dall’accusa di omicidio colposo
Nessun errore in sala operatoria

I medici hanno eseguito il protocollo e non potevano prevedere le complicazioni sopraggiunte dopo l’operazione. Nessuna colpa dunque per i sanitari: Giovanni Spinnato (primario del reparto di chirurgia) Mario Montana, Cruciano Spinuzza, Donatella Curti Giardina, Salvatore Longo, Carmelo La Rosa. Assolti con formula piena “perché il fatto non sussiste” dal Giudice Monocratico del Tribunale di Termini Imerese, Alessia Lupo.

La vicenda risale nel novembre del 2011, quando un uomo di 53 anni residente a Termini Imerese, muore dopo essersi sottoposto a tre interventi chirurgici. I familiari presentano denuncia “additando” i sanitari per la morte del congiunto accusandoli di “negligenza ed imperizia” dopo avere effettuato un intervento di colicistectomia. Secondo l’accusa i medici avrebbero causato una lesione alle vie biliari provocando la totale ostruzione del sotto di sinistra, ed una lesione parziale del dotto di destra. A seguire l’uomo viene sottoposto ad altri due interventi ma dopo poco muore.
Durante il processo, il Pubblico Ministero, Bruno Brucoli, si è avvalso delle consulenze mediche di due periti: Giuseppe Diana e Massimo Grillo. Dalle perizie è emerso che la morte del paziente non era prevedibile e riconducibile alla condotta dei medici imputati il cui intervento è risultato assolutamente diligente e conforme alle linee guida dei protocolli scientifici. Così ieri, in una delle aule del Tribunale di Termini Imerese, tutti e sei i medici dell’Ospedale Salvatore Cimino hanno ottenuto la sentenza di assoluzione con formula piena. I sanitari sono stati difesi dagli avvocati: Gianfranco Viola, Raffaele Restivo, Giuseppe Minà, Giovanni Cosenza, Giuseppe Gerbino.






