Ritornano le Processioni. E se a Termini….. – di Nando Cimino
La Conferenza Episcopale Siciliana, in linea con analoghe direttive nazionali, ed in prospettiva della prossima fine dello stato di emergenza pandemico fissato per il 31 marzo, ha dato il via libera alle Processioni
Le Processioni sono la massima espressione della religiosità popolare; in esse si intrecciano infatti, fede, folklore, arte, cultura, tradizioni; e per questo Monsignor Filippo Santoro Arcivescovo di Taranto le ebbe a definire: “….un veicolo straordinario di trasmissione della fede e di comunicazione dell’esperienza dell’incontro con il Signore”.
Ci si trova quindi di fronte ad un vero e proprio patrimonio immateriale dal valore inestimabile, di cui la chiesa non può fare a meno; se è vero, come è vero, che fu proprio Gesù “l’inventore” della prima Processione. Egli infatti fece il suo trionfale ingresso a Gerusalemme mettendosi a capo proprio di una Processione in cui, seduto su di un asino, era attorniato e seguito da una folla festante che agitava rami di palma e fronde di ulivo, stendeva a terra mantelli, e lo acclamava gridando “Osanna”!
La Conferenza Episcopale Siciliana quindi, in linea con analoghe direttive nazionali, ed in prospettiva della prossima fine dello stato di emergenza pandemico fissato per il 31 marzo, ha dato il via libera alle Processioni. Ed è altamente significativo che la prima Processione che avrà a tenersi dopo due anni di totale blocco, sarà proprio quella del Venerdì Santo, che caratterizza il tempo di Pasqua. Anche Termini Imerese quindi si prepara per questo importante appuntamento di fede e di pietas popolare; e l’antica Confraternita della Soledad si è già attivata affinché tutto sia pronto per l’imperdibile evento.
Pensavo ieri a quando nella nostra città la Processione del Cristo Morto, uscendo dalla chiesa di San Giuseppe, si svolgeva solo per le vie di Termini Bassa; e di questi riti e di questi ricordi parleremo ampiamente nelle prossime settimane. Ma immaginavo pure, visto che si tratta di un appuntamento che coinvolge l’intera città, che sarebbe bello se la Processione del Venerdì Santo potesse uscire ogni anno da una parrocchia diversa e quindi anche da un quartiere diverso. E dal punto di vista simbolico sarebbe altrettanto importante se lo si incominciasse a fare proprio da quest’anno; tempo di ripresa e di cambiamento. Ovvero non facendola uscire dalla Chiesa Madre, ma per esempio da Sant’Antonio o dal SS. Salvatore o dai Cappuccini, in sostituzione di San Carlo al momento chiusa. Insomma ogni anno da Termini Alta una chiesa di partenza diversa e con il consueto arrivo a San Giuseppe; dove le Sacre Immagini del Cristo Morto e della Addolorata abitualmente “risiedono”.
Questo è il mio pensiero; ed è una riflessione che lancio a tutte le Confraternite, in primis alla Soledad, ed ovviamente a tutti i parroci ed ai miei concittadini. Ed è una considerazione che va anche nella direzione di quanti sostengono che le tradizioni non sono immutabili.





