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Santa Lucia: Il giorno più corto che ci sia tra storia, tradizione e curiosità

"Di Santa Lucia a Natali quantu `n passu di cani. Di Natali all`annu novu quantu `n passu d`omu"

Santa Lucia è stata una martire cristiana, nata pare nel 283 d.C, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa.

Lucia, giovane siracusana, un giorno accompagna la madre ammalata a Catania da Sant’Agata per pregare per la sua guarigione. Le due si inginocchiano sulla tomba della martire, ma a un tratto Lucia si assopisce e ha una visione di Sant’Agata, che le dice: “Lucia, sorella mia, perché chiedi a me quello che tu stessa hai ottenuto?” e le chiede poi  di dedicare la sua vita a Dio, predicendole persino il martirio.

Quando si sveglia, Lucia scopre che la madre è guarita. Così la ragazza torna a casa, rompe il fidanzamento con il promesso sposo e decide di dedicare la propria vita ai poveri e a Dio. Il fidanzato rifiutato però decide di vendicarsi e denunciarla come cristiana. Negli anni dell’imperatore Diocleziano le persecuzioni contro i cristiani sono ancora numerose: Lucia viene catturata e interrogata sulla sua fede, che lei non rinnega e anzi ribadisce nonostante le minacce e le torture. La fanciulla viene quindi condannata a morte: la tradizione vuole che la ragazza diventasse per miracolo così pesante che non fu possibile spostarla né con decine di uomini, né con buoi, né con la pece bollente e così le fu tagliata la gola e le furono strappati gli occhi per non cedere alle lusinghe del peccato. Il suo nome, Lucia, ricorda il termine latino “lux”, che starebbe a significare appunto “nata con la luce” sul posto. E’ il 13 dicembre 304.

Il 13 dicembre dunque è il giorno del martirio di Santa Lucia e quello in cui viene Santa onorata . Non è però (più) il giorno più corto dell’anno, che è invece il solstizio d’inverno, il 21 dicembre: quest’anno, il Sole resterà sopra l’orizzonte circa 3 minuti in meno rispetto al giorno prima. Da cosa deriva allora questa credenza? Semplicemente, quello di Santa Lucia è effettivamente stato il giorno più corto dell’anno, ma prima del 1582, anno in cui venne adottato il calendario gregoriano. Prima di quella data, la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era tanto grande che il solstizio d’inverno cadeva fra il 12 e il 13 dicembre, rendendo quindi il 13 dicembre il giorno più corto dell’anno.

Se è vero che il 13 dicembre il Sole tramonta circa tre minuti prima di quanto non avvenga nel giorno del solstizio, c’è da considerare che l’alba arriva molto prima rispetto al 21-22. Il risultato è che le ore di luce sono complessivamente maggiori nel giorno di Santa Lucia, anche se a causa del tramonto “anticipato” si ha la sensazione che sia più breve.

CURIOSITÀ
Di Santa Lucia furono molto devoti Dante Alighieri, che attribuì alla sua intercessione la guarigione da una grave infermità agli occhi, facendone uno dei principali personaggi della Divina Commedia; e Cristoforo Colombo, che diede il nome della Santa ad un’isola delle Piccole Antille, scoperta il 13 dicembre.
“Di Santa Lucia a Natali quantu `n passu di cani. Di Natali all`annu novu quantu `n passu d`omu”.

Da Santa Lucia a Natale quanto un passo di cane, da Natale all`anno nuovo quanto un passo d`uomo

Significato: Lo dicevano gli antichi per dare l’idea di quanto si allunghino le giornate in dicembre

LA CUCCÌA

La cuccìa è un dolce tipico siciliano, a base di grano bollito e ricotta di pecora o crema di latte bianca o al cioccolato. Viene guarnito con zuccata, cannella pezzetti di cioccolato e scorza di arancia grattugiata, ed è tradizionalmente preparato e consumato in occasione della festa di Santa Lucia (13 dicembre). È una tradizione in particolare del palermitano e del siracusano assente in tutta l’area della città metropolitana di Catania, diffusa nel resto della Sicilia.

Secondo la tradizione, infatti, il 13 dicembre del 1646 approdò nel porto di Palermo una nave carica di grano, che pose fine ad una grave carestia. Per poterlo consumare immediatamente il grano non venne macinato, ma bollito e mangiato. Per ricordare quel giorno, i siciliani tradizionalmente non consumano cibo a base di farina, ma cuccìa ed arancine. Una storia simile datata 1763 e ambientata nel porto di Siracusa, attribuisce a questa città la paternità della ricetta. La variante del trapanese consiste nel consumare il frumento bollito semplicemente con il cosiddetto “vino cotto”, che altro non è che il mosto di vino cotto fino alla riduzione a circa 1/6 del volume originario e alla caramellizzazione. A Caltanissetta la cuccía viene consumata non dolce, ma come pietanza salata. Viene preparata come una minestra di grano cotto e condita con sale e pepe e servita calda. Un dolce molto simile viene preparato e consumato sempre in occasione della festa di S.Lucia nella città calabrese di Paola, un tempo feudo di Fuscaldo di cui la santa siciliana è patrona.

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L’uso di questi dolci di grano cotto arricchito con noci e arance è probabilmente un residuo della antica tradizione cristiana di rito greco di commemorare le festività maggiori con questo piatto beneaugurale che rappresenta l’abbondanza: oggigiorno troviamo preparazioni molto simili in Paesi ortodossi come la Romania (in cui il dolce viene servito per onorare i defunti e il santo patrono) e in Russia che ha nella Kut’ja uno dei dolci tipici del Natale ortodosso.

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