RubricaTermini Im. – ReligioneTermini Imerese

Termini Imerese e Santu Roccu – di Nando Cimino

Il Santo Taumaturgo, nato a Montpellier in Francia, era soprattutto invocato contro la peste e le epidemie

Questa è una antica immagine di San Rocco risalente al XVI° sec. e che si conserva nella Chiesa del Carmelo a Termini Imerese.

La statua è quella che già si trovava nella chiesetta a lui intitolata e dove il Santo era solennemente festeggiato; chiesa che poi, dopo l’arrivo in città dei Carmelitani avvenuto nel 1582, venne abbattuta proprio per edificarvi il Convento e la attuale Chiesa del Carmine. Ma di San Rocco si conserva un’altra bella statua anche nella Chiesa della Gancia; ed il Santo, che nella nostra città è oggi pressoché dimenticato, in passato doveva invece essere parecchio popolare.

Egli infatti era particolarmente invocato da contadini ed allevatori; e che se ne venerasse una immagine anche nella Chiesa di Santa Maria di Gesù si deve al fatto che Papa Paolo IV° nella bolla “Cum a Nobis” riporta l’appartenenza del Santo al Terz’ordine Francescano. Ma anche oggi la sua intercessione ci potrebbe essere di grande aiuto. Infatti il Santo Taumaturgo, nato a Montpellier in Francia, era soprattutto invocato contro la peste e le epidemie ed a lui si rivolgevano tutti i contagiati per chiederne buoni uffici per una pronta guarigione.

Ho trascritto a tal proposito per voi una antica preghiera a Santu Roccu che si recitava in Calabria; regione in cui il Santo conta ancora oggi tanti devoti, e che mi dicono essere conosciuta anche nella zona di Messina.

“A cu dici sta’ preghiera
liberatu veni di pesti e culera,
cu la dici ‘ntà la notti
è liberatu da mala sorti,
cu la dici ‘ntà lu jornu
mori cu l’Ancili ‘ntornu.
Cu la dici di cuntinuu
Santu Roccu è so’ pellegrinu,
cu la dici cu gran fidi
Santu Roccu lu provvidi.
Cu la dici cu devuzioni
Santu Roccu ci dà protezioni,
cu la dici cu bellu visu
Santu Roccu dà paradisu.
A nui ca dissimu cu veru cori
la paci eterna e benedizioni,
e nui sempri la ripitemu
viva San Roccu lu pellegrinu,
e nui sempri cantamu forti
viva San Roccu finu a la morti,
dissimu e dissimi, e ancora dicimu
Viva San Roccu lu pellegrinu”.

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