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Termini Imerese – I Segni della Quaresima al Museo Civico – di Nando Cimino

La volta scorsa vi ho scritto dell'Ecce Homo della Gancia; oggi vi parlo invece di un bell'affresco che si conserva nel nostro Civico Museo “Baldassare Romano” e che riguarda la cattura di Gesù

In un mio precedente post vi ho parlato di come numerosi siano a Termini i “segni” che riconducono ad episodi che riguardano gli ultimi giorni di vita terrena di Gesù; e quindi a quel periodo penitenziale che tutti conosciamo come Quaresima. La volta scorsa vi ho scritto dell’Ecce Homo della Gancia; oggi vi parlo invece di un bell’affresco che si conserva nel nostro Civico Museo “Baldassare Romano” e che riguarda la cattura di Gesù.

E’ una scena di particolare impatto emotivo che l’autore, Nicolò Pettineo, ci mostra in tutta la sua angosciosità. Da un lato egli ci fa vedere un gruppo di soldati dalle facce quasi sorridenti; compiaciuti come se avessero assicurato alla giustizia chissà quale pericoloso delinquente. Dall’altro è invece raffigurato proprio Gesù con le mani legate ed una corda al collo, ma per niente turbato; anzi direi consapevolmente sereno del destino che lo aspetta. I colori a mio avviso esaltano ancora di più questa opera del XVI° secolo e ne fanno una delle più suggestive presenti nel nostro bel museo.

L’affresco di cui vi parlo venne staccato dalla originaria chiesa di Santa Maria della Misericordia; mentre, sempre nella stessa pinacoteca e pure del medesimo autore, si conserva anche un altro magnifico dipinto sul tema, in cui viene stavolta rappresentata la scena della deposizione dalla croce. Nicolò Pettineo o da Pettineo, come qualcuno dice, fu un pittore molto prolifico nella raffigurazione di temi religiosi; sue opere si trovano pure al Palazzo Abatellis di Palermo ma anche a Castelvetrano e Ciminna. Ma se abbastanza si sa delle sue opere, molto meno si sa della sua vita; non si conosce infatti con precisione la sua data di nascita e di morte, così come pure il luogo. Qualcuno, probabilmente deducendolo dal nome, lo ritiene originario proprio di Pettineo; grazioso paesino in provincia di Messina.

Il fatto che la sua attività si sia svolta per parecchi anni a Termini fa invece ritenere allo storico De Michele che egli possa esser nato proprio nella nostra città. Ma lo smentisce in tal senso il Di Marzo; altro studioso che, come scrive Francesco Abbate nel suo testo “Storia dell’arte nell’Italia meridionale”, pur ammettendo che il Pettineo abbia avuto per anni stabile dimora a Termini, lo ritiene invece di origini palermitane. Ma queste “vicende”, sempre pronte ad essere smentite, poco ci interessano; semmai apprezziamo il grande valore dell’artista.

Tornando poi all’affresco che si vede in foto, aggiungo che la rappresentazione della cattura di Gesù ha dato spunto anche a tanti anonimi verseggiatori popolari che ne hanno descritto in rime la scena. Una di queste faceva così: “Mentri Gesuzzu la cena cunzava, Giura trarituri lu vasava; e fui chistu u signali appattatu, ca Cristu nnuccenti mannò carzaratu”.

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