Termini Imerese: U parrinu chi scarpi struruti – di Nando Cimino
Il suo corpo, ancora oggi visibile, venne seppellito nelle catacombe della chiesa di Sant'Orsola di cui egli stesso era stato rettore

Oggi è l’8 Febbraio, giorno in cui nel 1699 moriva nella nostra città il Sacerdote Vincenzo Gaetano Impallaria. Ai più questo nome potrebbe dire poco; ma sicuramente vi sarà d’aiuto se vi dico che egli era popolarmente conosciuto come Santu Baddaru.
Si narra infatti che per merito del suo incessante impegno nell’aiutare i poveri ed i bisognosi, alla sua morte e soprattutto nel quartiere delle Rocchecelle dove la sua opera era stata molto apprezzata, e dove peraltro gli è stata pure intitolata una piazzetta, tanti lo acclamarono subito Santo. Il suo corpo, ancora oggi visibile, venne seppellito nelle catacombe della chiesa di Sant’Orsola di cui egli stesso era stato rettore. Qualcuno anticamente ed in maniera simpatica, lo chiamava “u parrinu chi scarpi struruti”; e questo a causa di una sua singolare caratteristica che, pure da morto, lo aveva reso protagonista di una leggenda oralmente tramandata, e di cui brevemente vi parlo.
Si racconta a tal proposito che egli, anche dopo la morte, continuasse ad aiutare i bisognosi; e si dice che uscisse nottetempo per le strade di Termini, recandosi in quelle case dove c’era da portar sollievo ai sofferenti. Tale leggenda era stata alimentata soprattutto dal fatto che quanti ne andavano a visitare il corpo, trovavano sempre le suole delle sue scarpe consumate; proprio come se egli camminasse. Fu così che nacque la tradizione che proprio l’8 Febbraio i fedeli, recandosi alla sua tomba, portavano in omaggio non fiori o candele, bensì un paio di scarpe nuove.
Non so dirvi se si svolga ancora; ma anni fa in suo onore l’Associazione Lion’s Club Termini Imerese Host, volle intitolare un premio che veniva assegnato a quanti si erano distinti nel campo della solidarietà e nell’aiuto ai bisognosi; inutile dire che ne era simbolo proprio una scarpa rotta. Nella chiesa di Sant’Orsola affidata alle amorevoli cure di Don Enrico Campino e di un bel gruppo di suoi collaboratori, proprio oggi con inizio alle ore 17,30 a distanza di 323 anni dalla morte, Santu Baddaru verrà ancora ricordato con una celebrazione Eucaristica ed una conferenza; alla fine della quale ci sarà il tradizionale omaggio delle scarpe.





