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Vigilantes filmano con il cellulare due giovani che fanno sesso al centro commerciale, poi lo mandano in rete

Dopo tre anni, inizia il processo. Sul banco degli imputati un impiegato, un’addetta alla sala di controllo e il direttore del centro commerciale “La Torre”

Inizia la vicenda giudiziaria per i due giovani che ormai tre anni fa sono diventati protagonisti inconsapevoli di un video hard. I fatti risalgono al Gennaio 2015 e riguardano due giovani palermitani che durante una visita al centro commerciale “La Torre” dopo essersi appartati, avrebbero consumato un rapporto sessuale. I due non si sarebbero accorti delle telecamere di sorveglianza al di là delle quali alcuni vigilantes di servizio hanno ripreso la scena con i loro smartphones, diffondendo successivamente il video in rete. All’epoca dei fatti si parlò della possibilità di rintracciare i vigilantes grazie all’orario e alla data presenti nel video stesso e grazie alla possibilità di riconoscere le voci.

All’apertura del processo il 2 dicembre 2016 inoltre, la minorenne protagonista del video, seguita dagli avvocati Marco Portera, Benedetto Zanghì e Giuseppe Marchì, aveva chiesto un maxi risarcimento. Per il ragazzo e la sua famiglia si palesò la possibilità di chiedere oltre 500 mila euro di risarcimento danni. Lo scorso venerdì invece a seguito di due rinvii e dopo oltre un anno dall’inizio, si è svolta la prima udienza. Abbiamo sentito uno degli avvocati della terna legale che difende la ragazza, Benedetto Zanghì che ha spiegato: “Ieri, dopo 2 rinvii, è partito il processo. Dopo avere controllato la regolarità delle notifiche e quindi verificata la regolare costituzione del contraddittorio, la ragazza con i suoi genitori, il ragazzo e il consorzio che gestisce il Centro Commerciale La Torre, hanno depositato le richieste di costituzione di parte civile nel processo, rispetto alle quali il giudice si è riservato rinviando all’udienza del 22 maggio prossimo”.

Il collegio legale che difende la ragazza e la sua famiglia chiamerà inoltre, la società che gestisce la video sorveglianza ed un’altra società, nella qualità di datore di lavoro di uno degli imputati. Entrambe le società saranno chiamate in qualità di responsabili civili. “Un gesto avventato e imprudente da un latohanno detto i legali delle famiglie e la totale assenza di deontologia professionale dall’altro. Questi gli elementi che hanno portato chi dovrebbe tutelare la tranquillità dei visitatori del centro a commettere un atto gravissimo e ingiustificato”. Un processo che si preannuncia lungo e faticoso per tutte le parti chiamate in causa.

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