Termini Imerese: Pescatori Coraggiosi – di Nando Cimino
Il fatto narrato risale al 1922, una notizia che fece allora veramente tanto scalpore; al punto che l'accaduto venne segnalato al governo nazionale ed alla Società Filantropica
Tra alcuni vecchi documenti conservati nella nostra Biblioteca Liciniana ho ritrovato memoria di un valoroso atto di coraggio che vide protagonisti diciotto pescatori nostri concittadini. L’episodio che sto per narrarvi risale al 1922 e la notizia fece allora veramente tanto scalpore; al punto che l’accaduto venne segnalato al governo nazionale ed alla Società Filantropica.
Era un burrascoso mattino di venerdì 20 gennaio giorno di San Sebastiano; ed il nocchiero di porto Leonardo Buccellato, scrutando in lontananza, avvista tra le altissime onde e le nere nuvole, una piccola imbarcazione totalmente in balia dei furiosi cavalloni. Egli fa scattare immediatamente l’allarme a cui, senza esitare, risponde per primo il pescatore Bartolo Cianciolo che subito mette a disposizione il suo peschereccio. Ma occorre fare presto e soprattutto trovare altri uomini disposti a rischiare la propria vita per uscire al largo con quel mare tempestoso e recuperare i naufraghi.
Ma, a chi va per mare, sicuramente non fa difetto lo spirito di solidarietà; e così, sparsa la voce, ecco arrivare subito tanti altri pescatori pronti a salire a bordo della barca del Cianciolo e salpare per tentare il difficile salvataggio. Ai due si aggiungono quindi: Cianciolo Giuseppe fu Diego, Cianciolo Francesco e Cianciolo Liborio di Giovanni, Curreri Salvatore fu Salvatore, Ferrara Vincenzo di Calogero, Gucciardo Giuseppe fu Leonardo, Sansone Agostino di Mariano, Rio Calogero e Rio Antonino di Nunzio, Cusimano Salvatore di Salvatore, La Mantia Francesco di Giovanni, Pistorio Giovanni di Domenico, Glorioso Carmelo fu Paolo, Rizzotto Salvatore di Francesco, Fricano Antonino di Gioacchino e Dell’Aria Salvatore di Giuseppe.
L’intrepida ciurma salpa in men che non si dica tentando di raggiungere i malcapitati che in sei, fra cui due ragazzini di quattordici e sedici anni, si trovavano a bordo del gozzo Miano che, salpato per una battuta di pesca da Sferracavallo, ormai da oltre trenta ore era in balia delle onde. Difficile raggiungerli; ma i soccorritori, sprezzanti del pericolo e lottando con il fragore imponente del maroso, pur mettendo a repentaglio la propria vita riescono a raggiungere il gozzo ed a mettere in salvo i poveri colleghi riportandoli fortunosamente a riva.
E’ questo un’altro interessante spaccato di storia minore termitana che mi piace raccontarvi e che ci documenta della generosità di tanti nostri concittadini che anche nel passato hanno meritoriamente contribuito a scrivere intense pagine di vita popolare di questa nostra città.





