Termini Imerese: Le storie che non conosci, “Michele Palmeri” – di Nando Cimino
Michele quartogenito di sette figli fu scrittore e poeta; ma ebbe anche fama di personaggio estroverso ed irrequieto

In un elegante palazzo della ex Via Badia oggi Via Garibaldi, nel 1779 nacque Michele Palmieri (o Palmeri) di Miccichè; figlio del Barone Placido e di donna Rosalia Morillo originari di Caltanissetta.
Michele quartogenito di sette figli, fu scrittore e poeta; ma ebbe anche fama di personaggio estroverso ed irrequieto. Michele da giovane viene descritto addirittura come uno scapestrato che non mancò di “macchiarsi” di gesti eclatanti. Amante della vita mondana e sempre in cerca di denaro “facile”, si racconta che egli un giorno partì a piedi da Termini e si recò a Caccamo dove, affittato un mulo, si recò a Villalba in provincia di Caltanissetta dove il padre, benestante, aveva dei grandi magazzini di grano.
La sua intenzione era quella di rubare quel grano e rivenderlo; ed infatti giunto a Villalba affittò altri muli ed asini per poterne caricare quanto più possibile e portarlo a Palermo per rivenderlo. Egli riuscì in qualche modo nell’intento ma alla fine ne rimase amaramente deluso; infatti giunto a Palermo, dopo avere piazzato il suo prezioso carico, scoprì che il guadagno non gli sarebbe bastato nemmeno per pagare l’affitto dei muli. Il fatto alla fine venne ugualmente scoperto dal padre che lo fece rinchiudere per qualche tempo in una casa di correzione; cosa che a quanto pare non bastò perchè in seguito, per altre “bravate”, Michele Palmieri finì più volte in carcere.
Egli per tutta la vita fu in totale disaccordo con Niccolò, il fratello primogenito, perchè questi era l’unico destinatario della eredità dei feudi del padre. Purtuttavia Michele Palmeri fu personaggio geniale ed autore apprezzato; di lui parlarono infatti A. Dumas, Stendhal e pure Benedetto Croce.





