A Termini Imerese abbiamo anche una Madonna “Raccomandata” – di Nando Cimino
E' una bellissima immagine, sotto forma di medaglione marmoreo, che si trova in una delle cappelle del nostro Duomo
Fra i tanti patroni che Termini Imerese annovera, o almeno fra quelli iscritti “all’albo”, c’è anche la cosiddetta Madonna del Ponte. E’ una bellissima immagine, sotto forma di medaglione marmoreo, che si trova in una delle cappelle del nostro Duomo; effige che per potere assurgere a tale prestigioso ruolo, ebbe bisogno di essere “raccomandata”. Ma vediamone in sintesi la storia.
Intanto perché si chiama Madonna del Ponte? Ebbene il titolo è dovuto al fatto che in tempi antichi, probabilmente fin prima del 1842, questo medaglione si trovasse addossato al muro di un vecchio ponte, oggi non più esistente, che consentiva l’attraversamento del fiume Torto.
Esposto alle intemperie, e ridotto in condizioni precarie, venne rimosso e portato alla chiesa Madre su iniziativa del Sotto Intendente Puoti; personalità di spicco, originario di Napoli, che al di la del suo ruolo istituzionale, aveva preso a cuore la nostra città spendendosi per migliorarne il decoro e la funzionalità. Questo gli aveva procurato rispetto e simpatia sia da parte degli amministratori che degli stessi nostri concittadini. E fu proprio il Puoti, che ne era devoto, a “raccomandare” quella Madonna; chiedendo, ovviamente subito accontentato, che fosse dichiarata patrona di Termini e venisse ogni anno solennemente festeggiata.

Il documento che vedete in foto, e che ho ritrovato tra i vecchi registri del comune, risale al 1845; e parla proprio di quella festa specificando che trattasi di Maria Santissima del Ponte e definendola in maniera inequivocabile “Patrona speciale di questa città”. Non ve lo do per certo; ma da quello che si sa, la festa ricorreva probabilmente a giugno. E proprio il 24 giugno del 1842 il Cardinale Pignatelli, Arcivescovo di Palermo, accordava che chiunque nel giorno della festa davanti a quella sacra immagine avesse recitato una Ave Maria, avrebbe ottenuto cento giorni di indulgenza.

Il medaglione, che vedete anche riprodotto in un antico quadro, appartenente alla collezione del professore Salvatore Mantia che me ne ha graziosamente concesso l’uso, si trova nel nostro Duomo all’interno della cappella dedicata a San Filippo Neri. L’altorilievo in marmo bianco dalla caratteristica forma ovale, risale al XVIII secolo quindi al 1700; e viene dagli esperti attribuito ad Ignazio Marabitti; anche se, a dire il vero, c’è chi pensa possa essere invece opera di un suo eccellente allievo ovvero Federico Siragusa.
Anche questa storia, ci da ancora di più la misura di come Termini Imerese sia sempre stata e continua a essere “Città Mariana”.






